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Cinquemila versiliesi non si vaccinano più
Anziani, ma anche tanti bambini: in un anno calo del 15%
VIAREGGIO. «Stiamo tornando al Medioevo». Così un dirigente importante e conosciuto dell’ospedale Versilia commentava su Facebook la psicosi anti-vaccino. Più sobri, ma ugualmente preoccupati, i toni del dottor Franco Barghini, il medico dell’Asl più esperto dell’argomento: «Quello delle vaccinazioni è un calo importante e pericoloso». Perché sono oltre cinquemila i versiliesi che hanno smesso di sottoporsi alla somministrazione di questo tipo di farmaci speciali: la maggior parte di loro sono anziani, considerati i cittadini più a rischio per quanto riguarda gli effetti dell’influenza. E per questo oggetto di una campagna specifica. Ma tanti, troppi sono anche i bambini che le famiglie sottraggono alle campagne di prevenzione obbligatorie nei primi due anni di vita: secondo le cifre in possesso dell’Asl, nel 2014 sono stati trecento in meno rispetto all’anno precedente.
Calo del 15%. Il numero assoluto delle vaccinazioni in Versilia cala del 15%, nel confronto tra il 2013 e il 2014 (ultimo anno disponibile). Ma il parametro che viene considerato più corretto è la cosiddetta copertura, cioè quante persone che avrebbero dovuto fare quel tipo di vaccino lo hanno in realtà fatto. E anche in questo caso il calo è evidente. Per non dire clamoroso, nel caso delle vaccinazioni antinfluenzali destinate agli over 65. L’ultima campagna di prevenzione, da questo punto di vista, è stata un flop in Versilia come nel resto della Toscana: quattromila le vaccinazioni “perse” nel giro di un anno, a causa anche dell’inchiesta su alcune morti sospette esplosa un anno fa. Inchiesta che poi si concluse come previsto: il vaccino antinfluenzale finito nel mirino non c’entrava nulla con i decessi.
Sos per i bimbi. Dati altrettanto preoccupanti riguardano i bambini che nei primi due anni di vita vengono chiamati a vaccinarsi contro malattie antiche e un tempo letali. In Versilia diminuiscono le coperture contro meningite C (-6%), morbillo-rosolia-parotite (anche qui -6%) e in misura minore pneumococco (-1%). Stabili le vaccinazioni con il farmaco esavalente, che coprono da malattie come difterite e poliomelite. C’è da dire che la questione della meningite C è un caso a parte: dopo gli ultimi casi che hanno sconvolto la Toscana - l’ultimo proprio in Versilia - è in corso una campagna di prevenzione ad hoc che ha esteso la vaccinazione gratuita fino ai 45 anni di età.
Le conseguenze rischiose. «Siamo abituati a non pensare più a certi tipi di malattie, come la difterite e la poliomelite. Ma se smettiamo di vaccinarci, possono tornare. Anche con vere e proprie epidemie». Così il dottor Franco Barghini, anche lui impegnato come i colleghi nella battaglia contro la disinformazione. «Per questo motivo - prosegue - è fondamentale combattere la diffidenza sorta nella popolazione. Che dà origine a veri e propri falsi miti. Intanto, non è vero che il vaccino iperstimola il sistema immunitario. E poi il rischio di poter contrarre malattie rare, che nelle parole di alcuni genitori ma anche di medici scettici sembra alto, in realtà è talmente ridotto da essere quasi impercettibile: parliamo di un caso su un milione. Per fortuna il nostro servizio sanitario si basa su evidenze scientifiche, formatesi con dati e analisi vere. E non sull’opinione di questo o quel medico. Che vale per quello che vale: in genere poco». Barghini invita, perciò, i pazienti a vaccinarsi e a non dare credito «a chi alimenta la paura, senza alcuna motivazione plausibile se non quella di rafforzare le proprie convinzioni errate». Per combattere anche sul web la disinformazione, nei prossimi giorni nascerà un portale che si occuperà di fornire tutte le indicazioni utili e smentire le false convinzioni. Che, come nella peggiore delle profezie che si autoavverano, stanno aumentando i rischi per la salute dei cittadini.
@matteotuccini
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