Il presidio
Principino chiuso, senza luce né gas E l’offerta è svanita
Il privato interessato non intende assumere i lavoratori La Filcams-Cgil: «Subito un incontro con il Comune»
VIAREGGIO. Luce e gas sono staccati e nessuno dà più da mangiare ai pesci rossi nella vasca, ricordo d’infanzia per generazioni di viareggini. Fine del Centro Congressi, ieri mattina serrato agli occhi di decine di podisti impegnati nella maratona nel segno di Puccini. Il curatore fallimentare della Viareggio Patrimonio, società proprietaria di immobile e stabilimento balneare sta ancora pagando i dipendenti che, per, a fine mese saranno licenziati. Ed ha incaricato un professionista per una stima del bene.
Certo, si è parlato di una gara per la gestione temporanea dell’attività. Intanto, chi si è fatto avanti (un imprenditore del Nord Italia con interessi in città) ha chiesto di non dover assumere i dipendenti della Viareggio Versilia Congressi in liquidazione. E alla risposta negativa che avrebbe ricevuto avrebbe già fatto un passo indietro. Ma non è solo questo il problema. Perché sono arrivati, uno dietro l’altro - come anticipato dal “Tirreno” - i reclami (ricorsi) contro il fallimento della Patrimonio. La tempistica, dunque, si ingarbuglia: perché un gestore interessato rischia di assumersi l’onere per qualche mese in attesa della vendita alla quale partecipare per poi veder accogliere i ricorsi e dover “salutare” con evidente rimessa economica. Gli interessati alla gestione con questo devono fare i conti. E resta da capire se, invece, sia possibile o meno procedere con la vendita. La legge fallimentare prevede che gli atti del curatore fino al verdetto della Corte d’Appello rimangano validi. E, dunque, l’eventuale vendita conclusa non sarebbe inficiata dall’accoglimento del ricorso.
Intanto i lavoratori riuniti in assemblea hanno chiesto alla Filcams-Cgil di chiedere quanto prima un nuovo incontro con l’amministrazione comunale. Per il sindacato di categoria, Massimiliano Bindocci fa sapere di aver già portato l’istanza all’assessore Valter Alberici: «Il dissesto – sono le parole di Bindocci - non devono pagarlo coloro che nella partecipate non hanno fatto né sprechi né gestito male, ma hanno lavorato. Se non riusciremo ad avere risposte positive, con il personale del Principino intendiamo fare un presidio il 30 ottobre e chiederemo la solidarietà di tutti i lavoratori delle partecipate e dei dipendenti del Comune».
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