Il presidio
Festa di popolo per i 40 anni della Dogana
Oltre mille persone per il gran buffet alle Pianore, ricordando con i Pierucci l’ospite più illustre: Giorgio Napolitano
CAPEZZANO PIANORE. Spesso i ristoratori hanno difficoltà ad indicare il cliente più famoso che hanno servito. Alla Dogana si va sul sicuro: Giorgio Napolitano quando nel 2013 venne da presidente della Repubblica a rendere omaggio ai martiri di Sant’Anna.
Fu una visita speciale perché doveva essere l’ultimo viaggio ufficiale prima della fine del Settenato. Poi accade un fatto storico. Napolitano fu il primo capo dello Stato italiano rieletto.
Hanno ricordato anche questo ieri alla Dogana, dove la famiglia Pierucci ha celebrato 40 anni di apertura. E lo ha fatto con una festa aperta a tutti. Alle 19 si sfioravano già le mille presenze.
Numeri da record come i 4 decenni in cui Vittoriano Pierucci, il fondatore, ha sfornato ogni genere di piatti. Quando parti la Dogana era ancora tabaccheria e bar. Il locale di Capezzano Pianore prende il nome della località e la località dal fatto che qui si trovava la Dogana fra il Granducato di Toscana che comprendeva Pietrasanta e la Repubblica aristocratica di Lucca, che aveva sotto il suo dominio si Camaiore che Viareggio.
Alla Dogana si è sempre fatta cucina di qualità. «Ma il piatto che ci ha sempre contraddistinto – ricorda Daniele Pierucci: sono le tagliatelle nere con i gamberi. Ci hanno fatto conoscere e ancora oggi le chiedono».
Daniele è degno figlio di Vittoriano, da qualche anno alla guida della sala e della cantina da diplomato ed affermato sommelier. Oltre alle tagliatelle altri piatti celebri sono il tordelli conditi solo con olio extravergine e parmigiano ed il famoso fritto «mistico» (così è scritto in carta): una leggerissima frittura di pesce.
Tanti i piatti, tanti gli ospiti. «Certo oltre Napolitano è difficile immaginare qualcosa di più importante – ricorda Daniele – certo è nostro cliente Marcello Lippi. Sono nostri affezionati clienti tanti artisti, cantanti, scrittori. Tornando ai politici potremmo fare il nome di Giovanni Toti».
L’attuale governatore della Liguria ed ex coordinatore di Forza Italia è un habitué, anzi un amico della Versilia.
La storia della Dogana racconta anche che la famiglia Petrucci ha gestito in passato anche la Martinatica, suggestivo locale attraversato un canale e con il mulino. Ma ci fu anche il periodo del Brutto Anatrocollo, rosticceria-gastronomia che serviva i piatti della Dogana.
Poi, 5 anni fa, il grande balzo. Vittoriano e la famiglia lasciano il fondo sulla Sarzanese e si trasfericono in una villa all’interno del complesso di villa Le Pianore.
I locale è molto suggestivo, più arioso rispetto all’originale. Il successo è clamoroso, difficile trovare posto. La Dogana conferma la grande tradizione gastronomica di Camaiore, anche se rispetto ad altri locali ha sempre avuto un marcia in più. Quello sprint che le ha permesso di durare ai vertici – anche delle guide gastronomiche per 40 anni.
Grande cucina, e anche adeguata cantina. Fin d’apertura.
E oggi? «Viaggiamo sulle 400 etichette – racconta Daniele che è l’uomo della carta dei vini : in grande parte italiane più qualche francese. Il vino più importante che abbiamo stappato in questi anni? Sicuramente il Masseto».
E anche ieri si è stappato, grandi vini e bocce di champagne. Un brindisi al lavoro al successo. Ma anche, secondo noi, un brindisi allo spirito di sacrificio di questa famiglia. Camaiorese nel senso più bello della parola. E non a caso Alessandro Del Dotto era lì ieri a festeggiare. In attesa che anche Camaiore abbia una grande manifestazione gastronomica per esaltare i suoi grandi locali.
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