Il Tirreno

Versilia

Piante pericolose in strada, ma nessuno interviene

Tiziano Baldi Galleni
Piante pericolose in strada, ma nessuno interviene

Seravezza: mai intervenute le ditte incaricate dal Comune per la messa in sicurezza. E i cittadini della montagna seravezzina presentano un esposto al Prefetto

2 MINUTI DI LETTURA





SERAVEZZA. Che fine hanno fatto le due aziende ingaggiate dal comune che dovevano provvedere al taglio delle piante lungo la strada della montagna seravezzina? A domandarselo, in una lettere inviata al Prefetto di Lucca, è la signora Maria Teresa Sacchelli. Che si era fatta anche promotrice della raccolta firme (500) con la quale i cittadini dei paesi della montagna chiedevano all’amministrazione di Seravezza di rendere più sicura la viabilità montana.

«Abbiamo segnalato le piante pericolose assieme al referente della Protezione Civile, ed erano tantissime, la vernice che le individuava ormai è svanita – si legge nella lettera inviata al Prefetto Giovanna Cagliostro - Nonostante l’impegno dettato appunto dal timore che prima o poi possa accadere il peggio. Nonostante il bando del Comune di Seravezza che ha visto vincitrici ben due ditte, sulla strada della montagna di Seravezza nessuna delle due ditte si è mai presentata». Il bando prevede che i vincitori abbattano gli alberi individuati dalla Protezione civile a costo zero: in cambio le aziende si terranno il legname. Era stata una soluzione individuata dall’amministrazione Neri, dopo che l’ordinanza che obbligava i titolari dei terreni adiacenti alle strada di tagliare le piante, nei primi cinque metri, era servita a poco.

Abbiamo chiesto spiegazioni all’assessore Giuliano Bartelletti, che si è occupato della questione perché il suo ufficio ha curato il bando di gara. «Intanto devo sottolineare che, tra il comune e l’Unione dei Comuni, abbiamo speso in questi anni milioni di euro nella sicurezza della viabilità per i nostri paesi della montagna. Per quanto riguarda questo progetto, da una parte una delle due ditte che hanno vinto il bando è sparita – spiega Bartelletti – dall’altra dopo l’episodio del 5 marzo la questione, come in tutti i comuni montani, si è elevata all’ennesima potenza. Ma dalla prossima settimana riprenderemo la questione con la ditta Sacchelli Srl, capendo se è possibile partire con il taglio».

Insomma, di fatto l’operazione si era un po’ arenata, ma i motivi non erano banali.

Intanto Seravezza si muove anche per captare finanziamenti per liberare i boschi dalle tonnellate di piante cadute il 5 marzo. «C’è stata una riunione di recente con il Consorzio di Bonifica, Stazzema, Camaiore e Provincia di Lucca: se si apriranno possibilità di finanziamenti sarà l’Unione dei Comuni a presentare un progetto unico, sulla base delle informazioni che ognuno di gli noi fornirà».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera