Il presidio
Il Comune affida a Mover il proprio ufficio stampa
VIAREGGIO. Fanno discutere cittadini e politica le vicende Mover che pone condizioni economiche al socio pubblico e si appresta ad occuparsi anche della pubblica illuminazione. Per il Movimento...
VIAREGGIO. Fanno discutere cittadini e politica le vicende Mover che pone condizioni economiche al socio pubblico e si appresta ad occuparsi anche della pubblica illuminazione. Per il Movimento cittadini, il capogruppo Massimiliano Baldini scrive: «Se anche Del Ghingaro e la sua Giunta non se la sentono, sia la città a mobilitarsi per dire no alla Mover ed al progetto scellerato che prevede un guadagno percentuale di questa società sulle contravvenzioni ai cittadini ed agli ospiti nonché il conferimento di ulteriori compiti gestionali. Non ci è bastata l'esperienza, ancora lungi dall'essere risolta, della Viareggio Patrimonio ? Non ci basta il dissesto? Vogliamo far diventare Mover la cassa del Comune? Per giunta fortemente condizionata dalla presenza di un socio privato che è ontologicamente guidato da finalità diverse da quelle tradizionalmente pubbliche ?».
Elisa Montaresi, consigliera Pd, tocca l’argomento del trasferimento a Mover dell’ufficio stampa del Comune (delibera 65 del 2 ottobre). Con un’interrogazione chiede di sapere: «Se il contratto Mover prevede quanto richiesto dalla delibera; se la stessa Mover ha all'attivo un proprio ufficio stampa o se lo stesso dovrà essere istituito a seguito di questa delibera e, nel caso, se verrà effettuata selezione pubblica; se non si ritiene inopportuno affidare l'ufficio stampa del Comune ad una società dove è presente un socio privato; se non si ritiene inopportuno andare verso nuovi incarichi a fronte della situazione dissestata dell'Ente comunale e dei licenziamenti in corso nelle società partecipate».
Giulio Zanni, capogruppo Cinque stelle ricorda la mozione presentata per la revisione dei patti parasociali tra Comune e Mover e scrive: «Abbiamo dimostrato disponibilità al rinvio della discussione entro il 10 novembre, ma rimango basito nell'apprendere che la parte privata vorrebbe peggiorare ancor di più le condizioni di tale contratto. E quindi credo che sia giunto il momento di ridiscutere il tutto prima possibile, per il bene e nell'interesse dei cittadini». (d.f.)
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