Italia
Caso pistole, Romanini viene assolto e piange
CAMAIORE. Doppia assoluzione (con tanto di commozione) nel tribunale di Lucca per Roberto Romanini, l’imprenditore camaiorese di 65 anni coinvolto in una serie di vicende giudiziarie tra cui l’omicid...
CAMAIORE. Doppia assoluzione (con tanto di commozione) nel tribunale di Lucca per Roberto Romanini, l’imprenditore camaiorese di 65 anni coinvolto in una serie di vicende giudiziarie tra cui l’omicidio del cugino Stefano.
Ieri Romanini è tornato in aula per la vicenda delle due pistole che erano state trovate nel terreno di un vicino. E che gli erano costate due imputazioni: calunnia e detenzione abusiva d’armi.
Questi i fatti. Dopo alcuni episodi inquietanti, tra cui due proiettili rinvenuti nella cassetta della posta dall’allora sindaco Giampaolo Bertola - che ha raccontato l’accaduto anche nel processo - un’indagine dei carabinieri porta nel 2008 al ritrovamento di due pistole in località Torrone, in un terreno di proprietà di un vicino di Romanini. Il vicino viene arrestato: in seguito patteggerà la pena. Un’inchiesta successiva porta la Procura di Lucca a credere che sia stato Roberto Romanini a mettere le pistole nel terreno dell’uomo a scopo di vendetta. Romanini, perciò, finisce a processo per calunnia e detenzione abusiva d’armi. Ieri è stato assolto da entrambi i reati, e ha pianto. Romanini - che è assistito dagli avvocati Marco Taddei ed Elena Libone ed è agli arresti domiciliari a Lido - tornerà in tribunale il 3 novembre: inizia, infatti, la discussione del processo che lo vede alla sbarra come mandante dell’omicidio di Stefano Romanini. (m.t.)
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