Il presidio
«Dopo 10 anni torno a Viareggio»
Il fondatore: «Qui sono partito nel 1984 e qui adesso sono voluto rientrare»
VIAREGGIO. Trentuno anni. Tanto è passato da quando, nel 1984, Franco Manetti aprì in via Udine la prima sede del suo omonimo centro studi: il logo dell’azienda era un mappamondo che si trasformava in un libro tutto da sfogliare. E oggi inaugurare la nuova sede in una traversa di via Libeccio a Cotone è un po’ come rientrare a casa, seppur in un altro quartiere. «Sono di Viareggio e la storia del mio istituto è partita da Viareggio, dove ho cominciato a insegnare nel 1972: dopo dieci anni a Lido di Camaiore ho deciso di cambiare, investendo molto in questa nuova avventura. E sono tante le persone da ringraziare, da Manuel Mancini per i lavori alle ditte di Arturo Palagi e Simone Bemi, dalla Ciem alla Security Solutions fino a Marco Cinquini e all’assessore Maurizio Manzo, una persona sempre pronta a darmi i giusti consigli. Sono contento di essere tornato dove tutto ha avuto inizio».
E quello della «viaregginità» è una sorta di valore aggiunto che Manetti intende mettere in mostra ancor prima che gli studenti mettano piede nel suo istituto: «Davanti all’edificio che ospiterà il centro studi c’è un capannone industriale: ci è stata data la possibilità di verniciarne le pareti con lo stesso colore del nostro stabile. Ma sarebbe carino lanciare, anche attraverso i quotidiani locali, un concorso per dipingervi un bel murale che rappresenti le nostre eccellenze, come il mare e il Carnevale».
E non solo: «A me è sempre stato molto a cuore il tema della legalità: nel 2012, in occasione del ventesimo anniversario della strage di Capaci, feci esporre sulla facciata della scuola una gigantografia con la storica foto di Falcone e Borsellino».
La via dove si trova la nuova sede del centro studi Manetti non ha ancora un nome e il suo ideatore-direttore aveva pensato, per l’appunto, ai due giudici uccisi nel 1992. Ai quali, tuttavia, è già stata intitolata una strada nella frazione di Torre del Lago. Lui, però, non demorde: «Mi è venuta in mente una valida alternativa, ma per scaramanzia non voglio svelarla: mi limito a dire che, se andasse in porto, sarebbe una gradita sorpresa per tutta la comunità locale». (s.p.)
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