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Aumentano i ristoranti ma tanti negozi chiudono
Il commercio dà segnali di miglioramento, la crisi però morde ancora molte attività Giampaoli (Confesercenti): è colpa anche di deregulation e affitti troppo cari
VIAREGGIO. Aumenta il numero dei ristoranti e delle attività ricettive. E più in generale il commercio dà segnali di miglioramento. Ma la crisi non è ancora finita. Nonostante il ritorno in territorio positivo di consumi e vendite, i negozi tradizionali continuano infatti a diminuire: tra gennaio ed agosto di quest'anno in provincia di Lucca hanno chiuso 74 attività a fronte di 53 nuove aperture con un saldo negativo di 21 unità.
Questo il quadro che emerge dall'Osservatorio di Confesercenti che ha analizzato i flussi di iscrizioni e cessazioni al 31 agosto in provincia. Un dato negativo nel complesso ma con alcuni settori che registrano una netta inversione di tendenza: su tutti quelli legati al turismo (strutture ricettive e ristorazione). «Rispetto agli scorsi anni - spiega Esmeralda Giampaoli, presidente Confesercenti Versilia - il mercato interno mostra qualche segnale di miglioramento, ma per i negozi tradizionali è sempre una fase difficile. Aumentano le aperture in alcuni settori, ma l'emorragia di chiusure non si arresta. A pesare sui negozi tradizionali sono soprattutto la deregulation delle aperture delle attività commerciali: il regime attuale, che prevede la possibilità di rimanere aperti 24 ore su 24 per 365 giorni l'anno, è insostenibile per i piccoli negozi, che continuano a perdere quote di mercato a favore della grande distribuzione. Se non si modificherà la normativa, i negozi non agganceranno mai la ripresina dei consumi e continueranno a chiudere».
Analizzando nel dettaglio i singoli settori, spicca il dato relativo alla ristorazione con un massiccio turnover con il segno positivo: 32 le nuove aperture, 23 le chiusure. Per quanto riguarda le strutture ricettive, 8 le iscrizioni e 6 le cessazioni. Crollo invece dei bar (nei primi otto mesi il saldo è di meno 14) e calo degli ambulanti con 23 aperture e 26 chiusure. Non riparte invece l'abbigliamento e le calzature che chiudono i due quadrimestri con il conto a zero (13 iscrizioni e 13 cancellazioni).
Tra i settori in ripresa anche quello delle concessionarie auto che registra un dato positivo in provincia (più 4): «Frutto - commenta Giampaoli - di una lenta ma costante ripresa del mercato dell'auto».
Meno attività commerciali vuol dire sempre più fondi sfitti. Un fenomeno che in Versilia, ma soprattutto a Viareggio, è sempre più evidente. Per la presidente Giampaoli uno dei problemi è anche il caro affitti. «Canoni ormai insostenibili soprattutto in proporzione ai volumi di affari ancora in calo. Per agevolare il ripopolamento di botteghe abbiamo proposto l'inserimento nella prossima legge di stabilità di una norma che permetta di introdurre canoni concordati e cedolare secca anche per gli affitti di locali commerciali. In questo modo si favorirebbe - aggiunge la presidente - la ripresa del mercato immobiliare, dando allo stesso tempo nuovo impulso alla rinascita del commercio urbano e delle botteghe». Con vantaggi per tutti. Conclude Giampaoli: «Il proprietario dell'immobile godrebbe di un beneficio fiscale, le attività commerciali corrisponderebbero un canone ridotto. E per i Comuni un doppio investimento: sociale, con il ripopolamento commerciale, e fiscale».
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