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SERAVEZZA

Nessuno si candida alla guida della Pro Loco

Nessuno si candida alla guida della Pro Loco

SERAVEZZA. A quanto pare c’è una certa disaffezione nei confronti della Pro Loco di Seravezza. Nonostante i suoi 85 anni d’età (è stata costituita nel 1930) da settimane nessuno si fa avanti per...

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SERAVEZZA. A quanto pare c’è una certa disaffezione nei confronti della Pro Loco di Seravezza. Nonostante i suoi 85 anni d’età (è stata costituita nel 1930) da settimane nessuno si fa avanti per candidarsi a guidare l’associazione turistica seravezzina, che rischia di rimanere con un direttivo monco. Stefano Forno, l’attuale presidente in carica, non si ricandiderà, e con lui nessuno dei 6 consigliere rimasti, dei 12 iniziali eletti 3 anni fa. Se nessuno si farà avanti prima del 23 ottobre, dovranno continuare loro a reggere la Pro Loco. Una situazione non felice, data soprattutto l’importanza che ha l’associazione con le numerose iniziative che organizza. Ad iniziare dal Carnevale dei Piccoli, al Biliardino Umano, Seravezza in Fermento, e la Sagra del Tordello. «Io non riuscirò a ricandidarmi – spiega Stefano Forno – perché è un compito che porta via tanto tempo, difficile per me da ritagliarmi tra la vita privata e il mio lavoro. E lo stesso è per gli attuali consiglieri in carica».

Dunque l’aspettativa di Forno è nell'arrivo di un nuovo candidato. Anche tre anni fa ci fu una candidatura allo scadere: dopo la fine del mandato di Andrea Tarabella, quella di Bruno Vangelisti. Ma questa volta potrebbe non essere così, dato che il termine ultimo è già stato prorogato di un mese. Come mai questa disaffezione Presidente? «Non sono più i tempi di una volta. A dire il vero anche il mio gruppo si era avvicinato perché ce l’aveva chiesto Tarabella – prosegue Forno – non ci sono più le persone che hanno voglia di fare volontariato, anche qualche pubblica assistenzane a giornata. Ma Seravezza in Fermento è stata due anni di successo; Enolia ci siamo migliorati, così come San Lorenzo dove abbiamo apportato l’illuminazione nel fiume e l’accensione della focata con gli arcieri. Infine la Sagra, anche se qualcuno ci ha contestato le tempistiche, ci hanno fatto i complimenti per la nuova location nel mezzo alla festa».

(t.b.g.)

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