Il presidio
Pontrelli e Cassanelli, due chef al top
Generazioni a confronto sulla guida dei ristoranti e descrizioni di «piatti che valgono il viaggio in Versilia»
VERSILIA. Come le castagne e la cipolla vernina (invernale) l’autunno porta con sè le guide gastronomiche. Fa da battistrada l’Espresso presentata giovedì alla stazione Leopolda a Firenze.
Come ampiamente scritto nei giorni scorsi, a trionfare in Versilia è stato Lorenzo Viani. Il suo ristorante (Lorenzo, appunto) ha visto aumentare il voto da 17,5 a 18/20, piazzandosi secondo in Toscana, dietro l’inarrivabile Enoteca Pinchiorri. Lorenzo è stato premiato anche come «Cantina dell’anno» per la grande carta dei vini, dove trovate bottiglie che sono sogni «proibiti, sottratti» ai più grandi produttori del mondo.
L’Espresso esalta chiaramente i semplici (all’apparenza) quanto grandi piatti dello chef Gioacchino Pontrelli. Per le linguine con limone, pepe, aglio, olio, peperoncino e battuta di gamberi rossi al lime, l’Espresso scrive di un piatto «tanto buono da giustificare il viaggio in Versilia, quello che gli americani definirebbero un instant classic».
Diciamoci la verità, oltre Lorenzo, non è che in giro in Versilia ci siano grandi novità. Almeno secondo l’Espresso.
Da notare il 16/20 ottenuto da Valentino Cassanelli al Lux Lucis, il ristorante del Principe di Forte. L’Allevi della cucina, così lo ha ribattezzato l’Espresso, ha superato l’altro grande albergo di Forte. La Magnolia del Byron si ferma a 15,5/20. Purtroppo Cristoforo Trapani, il nuovo e giovane chef arrivato da Napoli, è entrato in cucina solo a maggio. Difficile immaginare che potesse fare di più.
Di Cassanelli si segnala invece la cucina definita «classico contemporaneo» con piatti come le linguine allo zenzero, testina di vitello e cacao e la costoletta di maiale servita con chips croccante di panna affiorata da latte bollito.
Interessante, anche se fuori zona il successo, o comunque il voto più alto, ottenuto dall’ex executive chef del Byron. Andrea Mattei, pietrasantino doc, da gennaio alla guida del Meo Modo conquista i 16/20 al primo colpo. Il ristorante guidato dall’allievo di Rolando Paganini e di Annie Feolde è all’interno di un lussuosissimo relais & chateux a Chiusdino, splemdido borgo fra Siena e Maremma, a due passi dal famoso mulino immortalato dagli spot del Mulino Bianco.
Sotto Lorenzo, a 16,5/20 si trovano il Piccolo Principe e Romano, entrambi di Viareggio. Che – come sempre – si conferma una delle capitali della ristorazione toscana, con ben sette ristoranti. Uno lo trovate anche sulla Marina di Torre del Lago. È la Taverna del Pitara del pirotecnico Henri Prosperi, già alla guida della vecchia Oca Bianca.
A Viareggio buon voto a Fubi’s, locale apprezzatissimo da tutti. E anche segnalazione per il Buonumore, la baracca di Amelio Fantoni, unico locale in guida aperto in pineta a Viareggio.
Fra le novità viareggina anche il ristorante dell’hotel Plaza. Alla Terrazza arride un bel 14,5/20 al debutto. Un voto tutt’altro da disprezzare. Il patron Salvatore Madonna (lo stesso del Byron) potrebbe puntare di più sul più bel roof garden della Versilia, insieme ai due Principe (a Viareggio e Forte). Cucina verace alla Terrazza, dove ritrovate classici perduti come le crocchette di baccalà.
A Camaiore domina Angelo Torcighliani del Merlo (15-20). Citato un suo piatto celebratissimo: l’uovo al Parmigiano, croccante fuori e fondente dentro, con insalatina di tartufi estivi.
A Pietrasanta il locale più votato si trova a Marina. E’ il Francomare, del bagno omonimo. Al ristorante va un 14,5/20 che permette di superare i 14/20 che arridono a Filippo, il primo fra i locali del centro storico di Pietrasanta. Dove dei 32 locali di Cenatown troviamo in guida solo Filippo Di Bartola e Michele Marcucci (ma la sua enoteca è semplicemente classificata come enotavola).
Poco in altro in verità, se non l’inserimento in guida di una celebre pizzeria pietrasantina. Quest’anno la guida ha pubblicato al centro del volume un piccolo inserto con le migliori pizzerie d’Italia. Il mondo cambia e finalmente anche la pizza è salita nell’olimpo della grande ristorazione.
In Toscana i locali segnalati sono solo tre. Uno di questi è l’Apogeo, regno di Massimo Giovannini. L’Apogeo è ormai locale conosciutissimo a livello nazionale per la sua pizza gourmet. Il primo a segnalarlo, quando era ancora nella brutta location del Conad, fu il Tirreno. L’Apogeo vinse infatti quattro anni fa il concorso «Caffè Bollente». Che lo segnalò al Gambero Rosso. Da qui è iniziata la fama di un locale che farcisce le pizze di lardo di Colonnata, acciughe del Cantabrico, Burrata di Adria, prosciutto Bellotta.
In questi giorni è in edicola anche la guida della Toscana edita dal quotidiano Repubblica. Non dà voti, in compenso segnala alcune interessanti novità, come l’Acquasalata di via Fratti a Viareggio, aperta giusto cinque mesi fa. Oppure l’innovativo Giovanni di Pietrasanta. In guida anche degli intramontabili come Giorgio e Cicero a Viareggio. Due re del pesce e dei piatti trabaccolari, presto al centro di una iniziativa organizzata da Vetrina Toscana.
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