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Congresso subito per la Cgil di Chiriaco
Dopo l’annuncio della chiusura della Camera del lavoro i dissidenti lanciano la raccolta di firme tra gli iscritti
VIAREGGIO. Raccogliere il 10% di consensi tra i 35.000 iscritti alla Cgil provinciale e con le firme ottenute chiedere un congresso straordinario del sindacato. Congresso peraltro previsto dallo Statuto Cgil quando si tratti di dare vita ad un altro comprensorio rispetto all’assetto esistente. Le scelte del segretario provincia Franco Chiriaco mettono insieme molte della anime di un sindacato che negli ultimi anni - come quel che rimane della sinistra italiana - ha impegnato molte energie nel dividersi. E se il segretario Chiriaco racconta l’assemblea dei giorni scorsi scrivendo «ci siamo recati in sede poco prima dell'inizio della riunione sono arrivate delle persone, alcune delle quali completamente sconosciute e non identificabili come iscritti alla Cgil», la risposta di Massimiliano Bindocci e Matteo Biondi (Filcams-Cgil), Mauro Rossi e Lamberto Pocai (Fiom), e tutti gli altri che erano presenti alla conferenza stampa di ieri mattina, arriva netta: «Sono stati buttati fuori, quel giorno, delegati della Cgil. Che Chiriaco non conosce» perché ha del sindacato che è chiamato a guidare «una posizione aziendalista», ha sottolineato Riccardo Antonini (area “Il sindacato è un’altra cosa”).
Una visione - è stato rimarcato ieri - che «non tocca le cose, le vicende politiche e sociali della provincia di Lucca dalle quali la Cgil è assente da tempo». Al punto che anche il responsabile della zona Garfagnana ha recentemente dato le dimissioni. Per quanto riguarda, poi, l’accorpamento Lucca-Massa, con relativa chiusura della Camera del lavoro di Viareggio, Mauro Rossi (e prima di lui Pocai) ricorda: «Manca un progetto e mancano le ragioni vere della riorganizzazione che non sono mai state chiarite. Anzi, ogni volta viene fornita una versione diversa».
Il braccio di ferro Viareggio-Chiriaco è destinato a durare nel tempo ed arricchirsi di copi di scena: «Ispezioni, commissioni di garanzia, minacce di diffida ai lavoratori che protestano...Siamo decisamente fuori dai valori costitutivi della Cgil...». Una situazione che butta benzina sul fuoco, dato che - ricorda Gabriele Ciucci, memoria storica della Cgil della Versilia per i numerosi ruoli ricoperti - «sono anni che Lucca è guardata con diffidenza dai vertici regionali e nazionali». Una Cgil, ha voluto sottolineare Ciucci, che si è distinta e si distingue «per l’assenteismo cronico messo in campo sulla vicenda della strage di Viareggio».
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