Meteo
L’acqua di Riomagno è buona ma il sindaco non può dirlo
La fontana da cui attingono tanti cittadini della Versilia è controllata dal Comune ma non dall’Asl per questo è stato appeso il cartello che dice che «non è destinata al consumo umano»
SERAVEZZA. L’acqua della fontana di Riomagno “non è destinata al consumo umano”. È questo il succo dell’ordinanza che, da pochi giorni, si legge sul foglio - col timbro del Comune di Seravezza - affisso davanti alla storica fontana versiliese. E sono in molti a chiedersi il perché, dato che sono anni che dalla fontana sgorga acqua buonissima e che a recarsi a fare rifornimento sono tantissime persone di Seravezza e Querceta ma anche di Pietrasanta e Forte dei Marmi.
L’ordinanza è stata affissa alla fontana di Riomagno dopo che due persone di Pietrasanta hanno accusato malori: nel loro sangue era stato rilevato tallio, e visto che hanno dichiarato di aver sempre bevuto l’acqua di Riomagno e non quella di casa, sulla fontana si sono accesi i riflettori. A renderlo noto è stata la stessa amministrazione di Seravezza.
Ma andiamo per gradi. Punto primo: l’acqua che sgorga dalla sorgente di Riomagno è di fatto potabile e non contiene tallio: lo dicono le analisi mensili che il Comune esegue e quella specifica effettuata di recente dall’Asl. Tuttavia, in base alla normativa, quelle analisi non bastano. Perché una fontana sia considerata sicura occorre che venga sottoposta costantemente sia al controllo diretto di un gestore sia a quello indiretto di un soggetto esterno, leggi Asl. La fontana di Riomagno invece non ricade nel circuito di quelle analizzate dall’azienda sanitaria perché di fatto non ha un gestore ufficiale responsabile: il Comune, infatti, non lo è. Per diventarlo dovrebbe prima fare opere indispensabili per la messa in sicurezza. Da qui l’ordinanza del sindaco che, più che ad avvisare gli utenti, serve a mettere il Comune al riparo da responsabilità in caso di eventuali contestazioni.
«Sono stati gli abitanti di Riomagno a rimettere in sesto questa fontana – spiega l’assessore all’ambiente Valter Bacci – e di fatto l’hanno sempre gestita loro. Come dicono le nostre analisi mensili l’acqua è potabile. Tuttavia non esistendo un gestore responsabile a garanzia dei controlli interni, cioé l’Asl, abbiamo dovuto emettere questa ordinanza. Perché nessuno la gestisce? Perché ci sono da eseguire lavori di messa in sicurezza che pure abbiamo intenzione di fare, si tratta di opere di captazione alla sorgente e di installare un cloratore da utilizzare in caso per qualche breve periodo ci fosse un batterio».
Intanto sono ancora in molti che con le bottiglie di vetro continuano a fare avanti e indietro per prendere l’acqua di quella storica fontana di Riomagno, la cui sorgente – oltre 25 anni fa - serviva l’impianto idrico delle residenze pubbliche adiacenti. È infatti per i molti cittadini che continuano a fruirne che il Comune, nonostante con l’ordinanza si sia sollevato da eventuali rischi, continuerà ad effettuare analisi mensilmente.
Tiziano Baldi Galleni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
