Addio all’ammiraglio Cerri, signore dei mari
Testimone dell’affondamento della “Roma”, a lungo titolare del Florindo, ha veleggiato fino a 94 anni
VIAREGGIO. La città piange il signore dei mari. A 95 anni è scomparso Florindo Cerri, per tutti l’ammiraglio. A lungo titolare del bagno Florindo in Passeggiata (che fu fondato dal nonno, suo omonimo), socio onorario del Club nautico Versilia, fino a pochi mesi fa veleggiava e addirittura vinceva: sua la Regata degli ammiragli, competizione over 60 nel Golfo di Napoli, dell’estate 2014.
Florindo Cerri ha avuto non una, ma almeno un paio di vite. Cresce nella Viareggio degli anni Trenta: quando scoppia la guerra si arruola in Marina e si imbarca sulla “Attilio Regolo”. Da lì, il 9 settembre 1943 - il giorno dopo l’armistizio - assiste all’affondamento della corazzata “Roma” al largo della Sardegna: l’ammiraglio racconta di aver cercato di aiutare i commilitoni arsi dal fuoco.
Finita la guerra prosegue la carriera militare, terminata nel 1970. Diventa manager in alcune aziende private, tra cui il gruppo Agusta. All’inizio degli anni Ottanta assume la guida del bagno Florindo, che il nonno aveva fondato tanti anni prima. «Un’attività che adorava - racconta la figlia Francesca - perché gli permetteva di stare vicino al suo amato mare». La grande passione di Florindo Cerri erano le barche a vela: dal 2000 in poi, dopo aver lasciato la gestione del bagno, ha continuato a partecipare a importanti edizioni veliche assieme all’amico ammiraglio Agostino “Tino” Straulino. Ha regatato fino all’ultimo, Florindo. Sabato 17 avrebbe dovuto partecipare alla presentazione di un suo libro di racconti sul mare, sulla guerra e su Viareggio, ma non ce l’ha fatta. Florindo Cerri lascia le figlie Cinzia e Francesca (la moglie Rossana Knight era scomparsa due anni fa) e gli adorati nipoti. Oggi alle 15,30 i funerali in San Paolino.
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