Il Tirreno

Versilia

Boom dei primi virus: il 118 è sotto assedio

di Matteo Tuccini
Boom dei primi virus: il 118 è sotto assedio

Decine di chiamate alle guardie mediche di Viareggio e della Versilia. Ed è solo l’antipasto

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VIAREGGIO. Avete qualche linea di febbre, con dolori per tutto il corpo e magari spiacevoli effetti collaterali? Oppure tosse, raffreddore e mal di gola? Rassegnatevi. Fate parte della stragrande maggioranza dei versiliesi, tutti colpiti dai primi virus di stagione: i cosiddetti “parainfluenzali”. Parenti poveri dei virus invernali, ma tosti e fastidiosi. E rafforzati in questi giorni dagli sbalzi di temperatura, che sono i loro migliori alleati.

La colpa è loro se ogni giorno ci sono decine di chiamate al 118 per chiedere l’intervento delle guardie mediche. Per non parlare degli accessi al pronto soccorso dell’ospedale Versilia, aumentati negli ultimi giorni. Ecco un piccolo manuale di sopravvivenza basato sui consigli del dottor Daniele Taccola, responsabile pro tempore del reparto di medicina dell’ospedale Versilia. Da seguire ricordandosi che, purtroppo, questo è solo l’antipasto: i virus di adesso “servono” a debilitare il corpo in attesa che arrivino i loro parenti più forti.

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Fare il vaccino. Ad aumentare la forza dei virus è la riduzione delle vaccinazioni eseguite, che si è verificata ovunque e quindi anche in Versilia. Soprattutto nello scorso autunno-inverno, dopo alcune morti sospette di anziani. Che in realtà - si è scoperto dopo - non c’entravano nulla con il vaccino. Il problema è culturale: stiamo assistendo a una regressione della fiducia nella scienza, con messaggi diffusi soprattutto su Internet contro le campagne di prevenzione.

Ma gli effetti di questi pregiudizi possono essere devastanti: non vaccinarsi, soprattutto nelle fasce più a rischio (anziani e bambini, ma anche persone affette da patologie specifiche come ad esempio il diabete) aumenta l’effetto negativo dei virus sia su di sé che sugli altri. Perché una copertura maggiore è una garanzia sia per la persona che si sottopone alla prevenzione, sia per gli altri che le stanno accanto.

Quindi la raccomandazione dei medici è fare il vaccino contro l’influenza non appena arriverà - in genere è disponibile da novembre - e sottoporsi anche a quello contro la meningite C: entrambi sono gratuiti per le fasce di popolazione considerate a rischio. Tra l’altro l’assessore regionale alla salute Stefania Saccardi ha richiamato le Asl su un rafforzamento della campagna anti-meningite, fissando un limite di venti giorni entro cui va dato l’appuntamento per il vaccino. Sempre sulla questione meningite, è disponibile anche la cura contro il ceppo B. Ma a pagamento.

Curare l’igiene. Sembra una stupidaggine, ma non lo è affatto. Non lavarsi le mani, tanto per fare l’esempio più banale, comporta una trasmissione di batteri continua: si pensi a quando si tocca lo scorrimano di una scalinata. I medici invitano dunque i pazienti a curare questo aspetto, perché evita più guai di quanto non si pensi.

Limitare l’uso degli antibiotici. Una volta che si è colpiti dai malanni stagionali, si può ricorrere ai farmaci di uso comune che non hanno bisogno della prescrizione medica, come il paracetamolo. Il consiglio del dottor Taccola è di limitare invece l’uso degli antibiotici, che vanno presi sempre dietro consiglio del medico di famiglia o dell’eventuale specialista. Semmai, per rimediare alla debilitazione del fisico che può provocare l’influenza all’arrivo dei virus più forti, si possono prendere degli integratori o dei prodotti che rafforzano le difese immunitarie.

Il percorso da seguire. Quando si è ammalati bisogna, prima di tutto, stare calmi. Una febbre con temperatura di 37 gradi e con un po’ di tosse non comporta rischi immediati per la salute, a meno che non ci siano fattori strani: ad esempio una febbre che dura da troppi giorni.

Per una valutazione dei sintomi ci si può rivolgere al medico di famiglia, che è in grado di giudicare se la situazione è un malanno in grado di andarsene nel giro di pochi giorni, o se ci sono delle spie accese che devono essere controllate. Una di queste è una febbre più alta del normale, che merita una visita al pronto soccorso. Discorso a parte, ovviamente, per tutte quelle persone che hanno problemi di salute cronici. E che devono essere monitorate con maggiore attenzione.

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