Il Tirreno

Versilia

il ricordo del campione

Rimossi i cimeli di Arturo Maffei

Dal Comune dovrebbero traslocare al comando dei vigili: è polemica

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VIAREGGIO. Non è passata inosservata la rimozione delle teche nel corridoio del primo piano del Comune, contenenti i libri di storia ed alcuni cimeli riconducibili alla straordinaria carriera sportiva di Arturo Maffei, scomparso all'età di 97 anni il 17 agosto del 2006. Sembra che le teche rimosse siano destinate in via Bixio nei locali dell’ex Tribunale, che oggi ospita il nuovo comando della Polizia municipale. «Ma perché portarli in un luogo così defilato - si chiedono in molti - anziché lasciarle in bella vista in municipio, per quello che ha dato Maffei alla nostra città?». Ricordiamo che Arturo Maffei è stato uno dei più forti saltatori in lungo in Italia, dopo che aveva iniziato a giocare come portiere nella Fiorentina. Dal calcio passò all’atletica leggera ed ha conquistato otto titoli italiani, vestendo 25 volte la maglia azzurra, ha preso parte alle Olimpiadi di Berlino nel 1936, ai Campionati Europei nel 1934 e 38, per 32 anni ha resistito il suo record nel salto in lungo di metri 7,73. E' stato un atleta legato molto a Viareggio. Riccardo Bertini su Facebook ricorda quando sua madre chiamandolo Arturino gli raccontava quando sulla battigia in spiaggia, Maffei metteva in fila 4-5 pattini e tra lo stupore dei bagnanti li saltava con estrema facilità. «Perché non si firma una petizione - dice - per far tornare le teche nel posto che le compete?». Luigi Sonnenfeld rievoca quando incontrava Maffei in Darsena. «Faceva discorsi semplici ed era come se ci fossimo conosciuti da sempre». Fra coloro che hanno notato la rimozione delle teche in Comune c’è anche Filippo Antonini. «Altra promessa non mantenuta».

Roy Lepore

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