Il Tirreno

Versilia

Marcucci mette all’asta mille bottiglie della sua cantina

Corrado Benzio
Michele Marcucci nella sua Enoteca
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Michele Marcucci nella sua Enoteca

Pietrasanta: l’evento domani alla stazione Leopolda di Firenze. Intanto proseguono i lavori per raddoppiare l’Enoteca

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PIETRASANTA. La cantina più famosa della Versilia (e fra le più ricche d’Italia) va all’asta. Questo il boato che gira per i vicoli del centro storico di Pietrasanta.

È vero che giovedì 8 a Firenze c’è una mega asta dei vini dell’Enoteca Marcucci, ma non è che va all’asta la celebre cantina fatta di grandi chateux francesi e il meglio dell’enologia italiana. Domani alla stazione Leopolda Michele Marcucci metterà all’asta circa mille bottiglie della sua celebre cantina.

«Una scelta dettata da vicende ormai note - precisa Marcucci - il palazzo dove si trova la cantina dell’enoteca è stato acquistato, ponendo fine alla vicenda dello sfratto da parte della Curia di Pisa. Come hanno visto tanti pietrasantini il cantiere per ristrutturare il palazzo è stato aperto. E ora via con i lavori».

Che riguarderanno soprattutto la cantina. Rispetto alla superficie attuale verrà letteralmente raddoppiata. Non soltanto per raccogliere anche i vini che in questo momento si trovano stoccati in un altro magazzino in centro. Ma anche per creare nella nuova struttura una sorta di sancta sanctorum dove poter degustare con calma i grandi vini custoditi sotto le strade di Pietrasanta.

A proposito di grandi vini l'asta di giovedì 8 si svolge alle ore 15 alla stazione Leopolda di Firenze. C’è - inutile sottolinearlo - una grande attesa, anche perché l'asta arriva subito dopo la presentazione, sempre alla Leopolda, della guida dei ristoranti d’Italia dell’Espresso. Un appuntmento al quale saranno presenti tutti i grandi chef d’Italia e una foltissima rappresentanza della ristorazione toscana (e versiliese). Un’occasione ghiotta per restare anche nel primo pomeriggio.

L’asta viene organizzata dalla storica casa d’aste Pandolfini. Specializzata in tutto ciò che è prezioso, dai vini ai quadri, dagli orologi ai mobili d'epoca. I battitori e gli esperti di Pandolfin hanno selezionato qualcosa come centottanta lotti con in media sei bottiglie. Insomma da casa Marcucci usciranno circa mille vini.

Il catalogo dell’asta è curatissimo. Ci sono i vini, le annate, i valori di base d'asta, ma anche lo stato di conservazione delle etichette, oggi aspetto fondamentale. I prezzi sono adeguati alla proposta ma in ogni caso ci sono lotti che partono da cifre - naturalmente se si è appassionati - abbordabili, anche sotto i cinquecento euro di base d’asta per bottiglia storiche.

La selezione è invidiabile. Ci sono i grandi pinot neri dell’Alto Adige ma anche miti toscani come il Sassicaia. E poi c'è la grande parata di chateux, pinot neri e merlot francesi. C’è veramente tutto: il Bordeaux e la Borgogna, la Provenza e la valle del Reno nel senso d’Alsazia. E poi, naturalmente, ci sono gli champagne. I nomi appartengono al gotha di Francia: Dom Perignon, Krug, Cristal, Philipponat.

Poco altro da dire se non il fatto che il top dei prezzi si raggiunge per i francesi, ma è nota la passione del latron per la Francia.

E a scanso di equivoci ci tiene a rimarcare che la cantina, già fornitissima, dopo questa asta, verrà rifornita di nuovo. «Aspettiamo il weekend dei Santi - anuncia Michele Marcucci - poi chiuderemo per ferie. E io come al solito partirò per la Borgogna per fare rifornimento».

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