Il presidio
Il fisco frena l’acquisto della barca in leasing
Antognoli (Concredito): il cambio di indicatori delle Entrate darebbe una spinta al mercato interno
VIAREGGIO. Il fatturato della nautica italiana sta ricominciando a crescere. Dopo sette anni di negatività i produttori di imbarcazioni, accessori, motori e cantieri di refitting, vedono la ripresa. Hanno registrato un +10% di ricavi nell'anno nautico 2014-2015 e prevedono un altro +10% nell’anno solare 2015 le prospettive sono finalmente tornate positive. Dopo un lungo periodo in cui l'export è cresciuto fino a coprire il 93% della produzione cantieristica, ai saloni di Cannes e Montecarlo ha cominciato a riaffacciarsi il cliente italiano. Una tendenza che fa sperare quanti hanno esposto al Salone di Genova.
Leasing nautico e fisco. A dare soddisfazione al comparto anche il via libera al nuovo codice della nautica e la crescita del leasing nautico. Su questo versante, sottolinea Gianfranco Antognoli, dello studio professionale Concredito, un tassello va ancora messo regime. «Una datata nota dell’agenzia delle Entrate - spiega Antognoli - mette potenzialmente nel mirino l’utilizzo di garanzie personali e reali nei contratti di leasing per banche. Eppure, escludere dagli indicatori di anomalia del fisco quelle garanzie, potrebbe favorire un maggior utilizzo del leasing nautico e dare una spinta decisiva al mercato interno. Il dialogo tra i vari soggetti interessati- comprese le Entrate- è aperto. Ma bisognerebbe decidere in fretta».
Il distretto di Viareggio. Dopo il salone di Genova, che ha visto mille barche sotto i riflettori la metà delle quali dei cantieri viareggini, è il momento delle analisi per valutare la situazione del nostro Distretto Nautico e delle sue effettive possibilità di tenuta per l'economia e l'occupazione indotte. «Volendo fare esercizio di sintesi - prosegue Antognoli - potremmo dire che il comparto attraversa un momento di maggiore consapevolezza. Questo significa che i cantieri costruttori di imbarcazioni e navi e i dealers italiani di cantieri italiani, di cantieri locali o esteri sono ormai consapevoli che il periodo della crescita della nautica esponenziale è tramontato, che scenari di capacità di vendita illimitata e progetti di investimenti faraonici non sono più attuabili e neppure ipotizzabili. Sono anche modificati i parametri per la valutazione di un costruttore/dealer da parte dei possibili clienti: non più la penetrazione di mercato, il numero di pezzi prodotti, ma il rapporto qualità prezzo, le scelte tecnologiche, l'innovazione vera in dotazioni e materiali che incrementino effettivamente il valore del prodotto finale. Anche il possibile armatore è divenuto più consapevole: sa di poter pretendere di più, ma anche che il cantiere/dealer giusto non è solo quello che ti concede tutto, ma quello che ti promette una barca e te la consegna davvero, e che soprattutto può darti un prodotto e un'assistenza che duri nel tempo. Il cliente attuale è tornato a valutare l'acquisto con l'ottica dell’investimento nel medio periodo e non solo con la prospettiva di cambiare la barca dopo due anni, e pertanto presta più attenzione alla qualità complessiva dell'offerta».
Credito e barche. Anche nel settore delle costruzioni navali nonché della finanza/credito finalizzato le parole chiave sono ancora oggi qualità e professionalità. «Tutto questo - rimarca l’esperto - si collega anche al leasing nautico, perché il cliente ha capito che può ottenere un leasing che abbia una relazione con il suo reddito e con le sue effettive capacità economiche, perché per i miracoli non c'è più spazio. Quindi le Società di leasing si trovano con una richiesta minore in termini di numero, ma che ha più probabilità di concretizzarsi in un leasing di medio periodo con risultati soddisfacenti per tutti (e come noto con Iva agevolata). Anche gli operatori del leasing sono più consapevoli e quindi l'analisi delle operazioni, sia da un punto di vista tecnico che di analisi del rischio e dei rischi operativi è sempre più attenta, e il filtro maggiore. Nel settore delle imbarcazioni da diporto, sia a motore che a vela, il leasing nautico costituisce ancora un fondamentale supporto alla vendita. Lo testimonia la crescente collaborazione tra Ucina e Assilea anche per esplorare nuove soluzione in grado di ridurre il rischio di "operazioni fraudolente" che hanno non poco danneggiato negli ultimi anni l'immagine degli operatori della nautica».
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