Il Tirreno

Versilia

Garfagnini eletto presidente della Pro Loco

di Gabriele Buffoni
Garfagnini eletto presidente della Pro Loco

Dipendente comunale a Seravezza e voce storica del Palio «Voglio un dialogo costante e proficuo con le contrade»

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QUERCETA. È Luca Garfagnini il nuovo presidente della Pro Loco di Querceta. Unico candidato per la carica presidenziale a queste elezioni, ha ricevuto anche l’approvazione in massa dei soci votanti che dunque gli hanno assegnato, almeno per i prossimi tre anni, l’incarico più prestigioso (ma anche quello più carico di responsabilità) nella gestione dell’ente principale della piana quercetana. Dipendente comunale di Seravezza, da sei anni Garfagnini è ormai figura di spicco all'interno della Pro Loco tanto che per tutto questo tempo ha rappresentato la voce storica della manifestazione più importante, il Palio dei Micci.

Negli scrutini avvenuti nella tarda serata di lunedì dunque i pronostici che fin da subito lo hanno indicato come favorito sono stati rispettati: sarà lui l’erede dell’ex presidentissimo Franco Burroni di cui è stato negli ultimi anni (come ricorda scherzosamente lo stesso Garfagnini) «il braccio sinistro, perché il destro era il vicepresidente».

«Luca è stato un collaboratore insostituibile - lo ricorda l'ex numero uno della Pro Loco - durante i sei anni che ha trascorso in Pro Loco si è sempre impegnato attivamente non solo per il Palio ma anche per tante altre manifestazione che con lui sono cresciute come il Premio Alessandrini o il concorso fotografico D’Iorio. Le sue due pubblicazioni poi, sull’Alessandrini e per i 60 anni del Palio, sono già pietre miliari della storia della manifestazione. Sono convinto che farà un ottimo lavoro, anche perché sarà affiancato da una squadra eccellente di consiglieri con alcune facce nuove che saranno importanti per continuare il rinnovamento della Pro Loco».

Raccogliere un'eredità come quella lasciata da Burroni non sarà certo facile, ma Garfagnini sembra essere partito con il piede giusto: scelto come favorito all'unanimità da tutte e otto le contrade, già ha annunciato che nel più breve tempo possibile il consiglio si riunirà in toto (presidenti di contrada inclusi) per stilare un primo piano di lavoro. E due, ben precise, sono le parole d'ordine che Garfagnini è pronto ad impartire alla sua nuova Pro Loco: prevenzione e condivisione. «Saranno entrambi cardini imprescindibili del lavoro del nuovo consiglio - spiega il neo-eletto presidente - le contrade e i soci mi hanno dato fiducia e di questo li ringrazio infinitamente. Così come ringrazio Franco Burroni per tutto quello che ha costruito in questi anni. Adesso però è necessario muoversi su questi binari se vogliamo fare il bene delle nostre manifestazioni, Palio in primis».

Previsione e condivisione, dunque: ma di che cosa? «Di tutto - risponde Garfagnini - in vista di ogni evento sarà necessario pensare con largo anticipo ad ogni possibile problema e implicazione in modo da trovare, di comune accordo con le contrade, la strada per risolvere tutto nel migliore dei modi. Il rispetto del regolamento sarà essenziale da parte di tutti, e questo sarà il tema principale della condivisione che voglio attuare: fin dalle prime riunioni Pro Loco e contrade dovranno istituire un dialogo costante e proficuo sui regolamenti delle singole manifestazioni in modo da lavorare su eventuali modifiche che trovino tutti d'accordo. Una volta stabilite, confido che queste regole evitino proteste e interpretazioni nel corso della prossima stagione di eventi e gare».

Altro tema caldo, riemerso di recente anche a seguito delle dichiarazioni dell'assessore al turismo Riccardo Biagi, è quello inerente al PalaMiccio. «Reperire un luogo dove musici e sbandieratori possano allenarsi è una priorità - chiarisce Garfagnini - e come Pro Loco garantiamo fin da adesso la piena disponibilità a collaborare con l'amministrazione. Ma le nostre possibilità sono limitate: dovrà essere il comune a proporre un luogo, noi faremo da tramite con le contrade. Stessa cosa per il museo del Palio riuscire a istituirlo in pianta stabile a Querceta sarebbe un'ottima idea, anche perché il materiale è tanto e meriterebbe un adeguato spazio espositivo ma il problema resta il luogo e non è di facile soluzione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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