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No a Miss Italia a Sant’Anna

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Lorenzoni contro Verona: «Solo una mossa mediatica, serve altro per la memoria»

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STAZZEMA. «Aver deciso di invitare Miss Italia è solo un fatto mediatico, e si decide di sfruttare subito l’occasione perché può suscitare una certa curiosità e attenzione. Si prende il palcoscenico, si aprono le tende, e si accendono le luci, ma il teatro è Sant’Anna, e il copione fa ridere». La scelta del sindaco di Stazzema Maurizio Verona di chiamare Alice Sabatini - neo Missa Italia - nel Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna non piace alla minoranza di Luce a Stazzema. Che ha parlato di un invito non per l’interesse generale ma per quello particolare, «più che altro degli organizzatori», ha commentato il consigliere di minoranza Gian Piero Lorenzoni.

«Il sindaco Verona si attacca al niente – spiega Lorenzoni - perché la signorina Sabatini non ha parlato delle vittime o delle stragi, ma molto generalmente della seconda guerra mondiale. Se l’avesse detto qualsiasi altra persona non l’avrebbero inviato. Ma siccome è Miss Italia, e quando si muove ha il suo seguito mediatico, allora hanno deciso di approfittarsene usando il luogo della memoria». Insomma, per Lorenzoni è solo una mossa speculativa che non porta benefici al Parco Nazionale della Pace, o alla storia, ma solo visibilità ai politici.

Alice Sabatini dovrebbe salire a Stazzema in settimana. «Io non sarò a Sant’Anna e non voglio essere invitato – prosegue Gian Piero Lorenzoni – invece vorrei che l’amministrazione fosse così celere ed efficiente per ciò che realmente serve alla memoria di Sant’Anna e delle vittime. Ad esempio essere riconoscente con chi si è impegnato tanto per questo». E il riferimento è all’avvocatessa Gabriele Heinecke, che da anni segue il procedimento giudiziario di Sant’Anna in Germania. E fin dal principio lo ha fatto spontaneamente e a titolo gratuito. «È dal 18 febbraio 2014 che abbiamo richiesto di dare la cittadinanza onoraria all’avvocatessa Heinecke, ma ancora non abbiamo ricevuto risposta (Verona era già vicesindaco). È questa una donna per la quale l’amministrazione dovrebbe mobilitarsi all’istante oppure per Marem Westermann che organizza in solitudine i concerti della memoria e ha raccolto più di 100 mila euro per ricostruire l’organo della pace distrutto durante l’eccidio».

Tiziano Baldi Galleni

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