Il presidio
Manette al figlio del bandito di Lido
Per i carabinieri faceva parte della banda di truffatori del padre
LIDO DI CAMAIORE. I carabinieri di Sarzana hanno arrestano un altro componente di una gang specializzata in truffe e furti.
L’arrestato, Loran Riviera, è - stando all’indagine condotta dagli inquirenti - un “figlio d'arte”. Il padre, infatti, è il nomade sinti Angelo Riviera che quest’estate aveva seminato il panico con una rocambolesca fuga e sparatoria, avvenuta il primo agosto scorso tra la spiaggia e la passeggiata del Lido di Camaiore, in Versilia, prima di essere arrestato.
La polizia sperona l’auto dei rapinatori a Lido di Camaiore dopo averli intercettati nei pressi di una villa e inseguiti fino sul lungomare. Vengono esplosi dei colpi di postala da parte degli agenti. Un bandito, italiano di origine sinti viene subito arrestato dai poliziotti sul posto, altri due riscono a svignarsela nel fuggi fuggi dei bagnanti terrorizzati. Uno di loro viene immortalato in un video amatoriale poi acquisito dalla polizia che è ancora alla ricerca dei due banditi. Intanto va avanti il procedimento a carico dell’unico arrestato che tramite i propri legali ha sempre sostenuto di non essere armato, smentendo la ricostruzione dei fatti in base alla quale - lo riferirebbero alcune testimonianze - anche i fuggitivi avrebbero esploso dei colpi tra la folla.
Tornando a Sarzana grazie alle indagini degli investigatori e a una telecamera installata da una delle vittime, i carabinieri sono così riusciti a scoprire che ha seminare il terrore nella provincia spezzina all’inizio dell'estate erano padre e figlio, componenti di una gang “specializzata” in truffe e furti perpetrati soprattutto verso persone anziane che vivevano da sole in casa. Identica la tattica: la gang si faceva aprire la porta con la scusa di una grave fuga di gas, suggerendo ai malcapitati di mettere i preziosi nel frigorifero, per preservarli da eventuali incendi. Dopo pochi minuti, potevano così razziare indisturbati il bottino.
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