Il Tirreno

Versilia

La senatrice come il sindaco «Ma il Pd mi vuole o no?»

Granaiola interviene sul caso delle tessere negate a Del Ghingaro e a chi lo ha sostenuto: «Grazie a lui oggi in città non governa la Lega»

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VIAREGGIO. Se il Pd non dà la tessera a Giorgio Del Ghingaro, il sindaco di Viareggio reo di essersi candidato “conto” il suo partito, perché dovrebbe mantenere tra i propri tesserati colei che lo ha sostenuto con forza prima e dopo al campagna elettorale, cioè la sentatrice Pd Manuela Granaiola? Se lo chiedono in molti in queste ore, dopo il no del partito lucchese (dove Del Ghingaro è iscritto) al primo cittadino. E se lo chiede la stessa senatrice che, dopo “l’esplosione” del caso Del Ghingaro a Lucca tira le orecchie ai suoi.

«Trovo davvero sconcertante l’ostinazione del Pd di Lucca e della Versilia a non voler riconoscere che Giorgio Del Ghingaro - uomo sicuramente di centrosinistra - ha vinto le elezioni a Viareggio e le ha vinte oltre che con 5 liste espressione di sensibilità diverse, anche grazie al lavoro e alla credibilità di persone serie e capaci sospese dal Pd, su spasmodica sollecitazione di un commissario che per primo ha ignorato lo statuto del partito ed i suoi valori fondanti, impedendo le primarie - afferma Granaiola - Nonostante il lucido riesame della situazione del senatore Andrea Marcucci, voce isolata nel deserto dei tartari, il Pd regionale e quindi il segretario Dario Parrini, continuano, non si capisce per quale motivo (anche se qualche idea ce l'avrei) a rifiutare il dialogo da me più volte invocato (peraltro promesso in nome di un "fidatidime" più volte ripetuto e sempre disatteso)».

«Si persiste, tra mille contraddizioni ed in maniera preventiva, a non voler rinnovare la tessera al sindaco di Viareggio e a tutte le persone che lo hanno appoggiato; persone che a me paiono, in realtà, molto più in linea con gli ideali del Pd di molti altri ormai animati solo da rancori e crisi di astinenza» continua la senatrice che poi entra nel merito delle dimiche politiche locali. «La maggioranza che oggi governa la città ha il merito di non aver consegnato Viareggio alla Lega & C; di aver arrestato, superando i mille indugi di sempre, la deriva finanziaria del Comune e pur tra mille difficoltà, di aver così avviato un difficilissimo percorso di risanamento affrontando di petto i problemi più urgenti e scottanti».

Poi Granaiola chiama in causa Cecilia Carmassi, esponente del Pd lucchese: «Afferma che sarei tenuta " in ammollo " perché il mio voto in questo momento sarebbe troppo utile al Senato. Evidentemente Carmassi ha un’opinione infima del Pd; ma a parte ciò credo sia giunta l’ora di fare chiarezza, perché credo di aver svolto (nei limiti delle mie possibilità in Senato e sul territorio) il mio lavoro con serietà e dedizione! Ora dunque è arrivato il momento di sapere e lo chiedo ufficialmente agli organi del mio partito, ad ogni livello: faccio parte o no di questo partito? Vorrei avere una risposta chiara e al più presto, perché se qualcuno pensasse realmente che io devo (ribadisco: non certo per mia scelta) stare "in ammollo" sappia che preferisco farlo al mare, nella mia città e con i miei amici».

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