Il presidio
Dodici anni per l’omicidio di Iacconi
Condannato il ragazzo che si era autoaccusato del pestaggio. I familiari: non ci restituisce Manuele, ma siamo soddisfatti
VIAREGGIO. «Questa sentenza non ci restituisce Manuele. Ma siamo soddisfatti». Daniele Iacconi sta tornando da Firenze, il cuore è ancora in subbuglio. Il giudice del tribunale dei minori ha appena pronunciato il primo verdetto per la morte di suo fratello, ucciso a colpi di casco a 34 anni nella notte del 31 ottobre 2014. Ed è un verdetto di condanna: dodici anni di reclusione è la pena inflitta al diciottenne - all’epoca dei fatti minorenne - che si era autoaccusato del pestaggio. Al momento è lui l’unico a pagare per l’aggressione di Halloween in Darsena: sugli altre tre giovani indagati dalle Procure di Lucca e Firenze si attendono novità a breve.
L’aggressione. La lite avviene la notte di Halloween al semaforo all’incrocio tra via Coppino e via Oberdan: il giovane finito a processo parla di una sigaretta chiesta a Iacconi, che fa da miccia ad un alterco terribile. Al termine del quale lui stesso massacra a colpi di casco Manuele. L’altro minorenne se la prende con l’amico di Manuele, Matteo Lasurdi. Altri due giovani viareggini, Alessio Fialdini di 19 anni e Federico Bianchi di 20, partecipano alla rissa, ma non è chiaro come. Pochi giorni dopo l’episodio l’aggressore di Iacconi si presenta in commissariato e si autodenuncia. Fornendo una versione che verrà poi modificata sostanzialmente, coinvolgendo anche gli altri. Nel frattempo Manuele muore. I due minorenni vengono arrestati, i maggiorenni indagati in libertà: per loro il giudice per le indagini preliminari respinge la richiesta di custodia cautelare. A finire a processo è il giovane reo confesso.
La sentenza. Il pronunciamento del giudice minorile fiorentino è arrivato ieri pomeriggio dopo tre ore di camera di consiglio. In mattinata il pm del tribunale dei minori Benedetta Parducci - titolare dell’inchiesta assieme alla collega della Procura di Lucca Sara Polino - aveva chiesto diciotto anni di carcere per il giovane imputato, di cui omettiamo il nome perché al momento dell’aggressione aveva diciassette anni. Il ragazzo, che è finito a processo con giudizio immediato, è stato condannato per omicidio volontario, con l’aggravante dei futili motivi e l’attenuante della minore età. È stato invece assolto per il tentato omicidio di Matteo Lasurdi, l’altra vittima del pestaggio di via Coppino, che a differenza del suo amico Manuele riuscì a cavarsela con diversi giorni di ricovero in ospedale. Secondo la Procura, del resto, è stato l’altro minorenne coinvolto a picchiare a colpi di casco Lasurdi. La ricostruzione, dunque, almeno per questo punto è stata convalidata dal tribunale. Entro 45 giorni verranno fornite le motivazioni della sentenza, contro cui gli avvocati Giacomo Ciardelli e Valentina Tognocchi - che difendono l’imputato - faranno appello.
Il commento dei familiari. Sia l’avvocato Riccardo Carloni, che tutela la famiglia Iacconi assieme al collega Luca Fontirossi, che i parenti di Manuele si dicono soddisfatti per un verdetto «che rende giustizia a un episodio terribile. Ora attendiamo novità anche sugli altri fronti dell’inchiesta. Nel frattempo, però, ringraziamo gli inquirenti per il lavoro svolto in questo anno».
Gli altri indagati. Gli altri fronti sono due. Uno riguarda il minorenne che avrebbe colpito Lasurdi, assistito dagli avvocati Giorgio Nicoletti e Paola Memmola: il pm Parducci deve valutare se chiedere o no il rinvio a giudizio. Su Fialdini - tutelato dall’avvocato Massimo Landi - e Bianchi - assistito da Maria Laura Bitonte - ci sono ancora indagini in corso. Insomma: con il processo di ieri i procedimenti penali aperti sul caso Iacconi sono tre. Intanto, però, a quasi un anno dall’aggressione omicida c’è una prima verità.
@matteotuccini
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