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Dimesso dal pronto soccorso all'insaputa dei familiari
Anziano si allontana dall'ospedale Versilia, ritrovato dopo tre ore sull’Aurelia. I familiari: "Dov’erano medici e infermieri?"
VIAREGGIO. Un anziano di 82 anni si è allontanato dall’ospedale Versilia ed è stato ritrovato dopo tre ore sulla via Aurelia a Pietrasanta, visibilmente spaesato. L’uomo è arrivato sulla strada dopo aver camminato a piedi, in ciabatte, dal pronto soccorso dell’ospedale, in cui era stato portato per eseguire degli accertamenti. Venendo poi dimesso.
Protagonista del caso un anziano residente a Querceta. I cui parenti hanno protestato con medici e infermieri. «Lo hanno dimesso senza avvisarci - dicono - nonostante fossero a conoscenza del fatto che è affetto da demenza senile. E non si sono accorti che si era allontanato passando da un’uscita secondaria».
La mattina di domenica 4 l’uomo era stato trasportato in ambulanza dalla Croce Bianca al pronto soccorso - raggiunto anche dai familiari - a seguito di una brusca caduta a terra, dovuta ad una sincope poco dopo colazione.
Dopo aver atteso per ore il referto della Tac disposta dai medici del pronto soccorso, i familiari - che aspettavano fuori - hanno chiesto notizie del nonno. Senza però trovarne traccia.
L’uomo - che soffre di demenza senile - era infatti già stato dimesso (alle 14,05) e si era allontanato dalla struttura senza che medici o infermieri se ne accorgessero, passando inosservato da un’uscita secondaria.
Dato l’allarme al posto di polizia, sono partite le ricerche in auto e a piedi, fuori e dentro l’ospedale. Dopo circa tre ore l’anziano è stato avvistato da una conoscente, che passando in auto lo ha notato e riaccompagnato a casa, visibilmente spaesato.
«Il personale del pronto soccorso - spiegano i familiari - di fronte alle nostre forti lamentele non ha saputo giustificare perché il paziente fosse stato dimesso senza prima informare noi parenti, che pure avevamo presentato la cartella clinica al momento dell’accettazione, dalla quale emergeva chiaramente la sua condizione. La vicenda è a lieto fine, ma ci lascia l’amaro in bocca. Anche perché non ci hanno dato supporto nelle ricerche, nemmeno all’interno del pronto soccorso». L’Asl, interpellata dal Tirreno, ha chiesto tempo per poter esaminare il caso. Ed eventualmente replicare con una propria versione dell’accaduto.
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