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Versilia

Nidi e mense più cari a partire da gennaio

Valentina Landucci
Nidi e mense più cari a partire da gennaio

Viareggio: ma se i conti non tornano gli aumenti potrebbero scattare prima

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VIAREGGIO. È solo questione di tempo. Ma è ormai certo che le famiglie viareggine saranno costrette ad affrontare un nuovo caro mensa e caro asili nido. Nella migliore delle ipotesi dalla metà di gennaio. Ma potrebbe succedere anche prima. Dal punto di vista normativo e finanziario la questione è sempre oggetto di studio da parte del Comune di Viareggio. Ma la certezza è che ora e per i prossimi quattro-cinque anni (cioè fin tanto che la città non avrà rimesso a posto i conti chiudendo la fase del dissesto) dovranno essere applicate le tariffe approvate dal commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo lo scorso 31 ottobre 2014. Esattamente quelle rispetto alle quali mamme e papà hanno vinto la propria battaglia al Tar Toscana che ne ha stabilito di fatto l’inapplicabilità per l’anno scolastico 2014-2015.

Rincari inevitabili. La normativa attentamente studiata in queste settimane in municipio «esclude la possibilità - spiega l’assessore e vicesindaco Rossella Martina - che la giunta possa intervenire con una nuova delibera che riveda gli scaglioni Isee. L’unica delibera applicabile, e obbligatoriamente in relazione al dissesto, è quella approvata dal commissario». Non è insomma una questione di volontà politica da parte dell’amministrazione Del Ghingaro. Nè di opportunità diverse, sul fronte dell’applicazione degli aumenti, offerte dalla sentenza del Tar che vale sì per i rincari entrati in vigore nel novembre 2014 (e poi sospesi dallo stesso Tar nel febbraio 2015), ma non può certo cancellare la norma generale: mense e nidi in un Comune in dissesto alle famiglie che ne usufruiscono costano di più.

Da quando pagare di più? Se è certo che si pagherà di più non è però ancora chiaro da quando scatteranno gli aumenti. Le ipotesi sono due come confermano l’assessore Martina e l’assessore al bilancio Laura Servetti che affianca il vicesindaco nella gestione del “caso” mense e nidi. La prima è che i rincari scatteranno quando il Ministero dell’economia e delle finanze avrà approvato il bilancio stabilmente riequilibrato del Comune (predisposto nel maggio scorso dal commissario prefettizio): dunque entro la metà di gennaio. La seconda è che, stando a una possibile interpretazione della normativa alla quale fa riferimento anche la sentenza del Tar Toscana sul ricorso dei genitori, gli aumenti potevano (per non dire dovevano) scattare dall’inizio dell’anno scolastico in corso, cioè settembre 2015, poichè per renderli applicabili sarebbe sufficiente l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato predisposta dal commissario prefettizio del maggio scorso.

Tutta una questione di quattrini. Quale delle due ipotesi percorrere? Il Comune lo sta valutando. Da una parte c’è la normativa (e le sue possibili interpretazioni). Dall’altra la stabilità dei già compromessi conti pubblici viareggini. Lo spiega Servetti: «Proprio in questi giorni stiamo facendo i conti - spiega l’assessore - Il problema è il gettito: erano previste determinate entrate (che non ci sono state in relazione alla sentenza del Tar, ndr) e ora dobbiamo vedere se ci rientriamo e se sarà possibile non applicare gli aumenti fino all’approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato. Ci muoveremo consultando anche i revisori dei conti e la Corte dei Conti se sarà necessario».

Il rischio danno erariale. Servetti e Martina non si sbilanciano sul tema. E a domanda specifica Servetti preferisce non commentare. Ma è chiaro che le valutazioni del Comune devono tenere conto del rischio che, la mancata applicazione degli aumenti, determini un possibile danno erariale per l’ente. Eventualità non esclusa anche nel caso in cui il Comune decidesse di non fare ricorso al Consiglio di Satto contro la sentenza del Tar che dà ragione ai genitori e che di fatto lo vede sconfitto con conseguenze significative sul piano finanziario per i mancati incassi dai servizi mensa e nidi.

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