Il presidio
Finita la stagione, la spiaggia è sporca
LIDO. Sacchetti, cartoni, bicchieri di plastica e bottiglie di birra, alcune rotte. La spiaggia sedotta e abbandonata. Affollata da migliaia di turisti nei mesi estivi, lasciata al proprio destino...
LIDO. Sacchetti, cartoni, bicchieri di plastica e bottiglie di birra, alcune rotte. La spiaggia sedotta e abbandonata. Affollata da migliaia di turisti nei mesi estivi, lasciata al proprio destino con l’autunno. E proprio su quell’arenile Luca Palla ha guidato il Board Wave Camp, dedicato ai bambini dai 6 ai 13 anni che hanno potuto praticare svariati sport acquatici. E’ proprio il surfista, affezionatissimo a quel tratto di spiaggia, a denunciarne lo stato di degrado: «Accade ogni anno, a settembre, quando i cancelli degli stabilimenti balneari vengono chiusi. Reputo assurdo che sulla spiaggia non si riesca a trovare neppure un cestino». . E’ solo uno dei tanti interrogativi che Palla si pone.
«Possibile che i proprietari dei bagni una volta riscosso il pagamento dell'ultimo ombrellone si dimentichino completamente di quella spiaggia da cui traggono profitti? In tanti durante la stagione estiva si gonfiano di fare qualcosa per la nostra Versilia ed in troppi invece pensano solo a guadagnare i nei tre mesi di massimo turismo – afferma senza girare attorno alla questione – io personalmente combatto la mia piccola guerra per cercare di cambiare le cose – aggiunge - e ogni mattina raccolto il mio sacco nero di spazzatura sulla spiaggia».
Non manca una stoccata alle istituzioni. «In questi ultimi anni sono costretto a frequentare ambienti politici, comuni, associazioni varie per riuscire a portare avanti il mio progetto dedicato ai bambini e ancora ad oggi devo scontrarmi con realtà dove troppi sono gli interessi di differenti fazioni politiche che in ultimo piano mettono l'interesse del territorio. Racconta Palla: «Un bambino mi ha chiesto perchè nessuno tenga pulita la spiaggia, al che io gli ho risposto che purtroppo quando chiudono gli stabilimenti balneari nessuno se ne occupa più». E la sua ingenua risposta è stata: «Anche i miei genitori hanno una casa in montagna, però ogni tanto anche quando non ci siamo a turno c'è qualcuno che va a pulirla". Forse qualcuno dovrebbe semplicemente ascoltare le parole di questo bambino ed invece di farsi le solite mille ed inutili domande».
Gabriele Noli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google