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Si schianta in moto contro un cassonetto
Fabio Mallegni, 25 anni, di Lido di Camaiore era in sella allo scooter di un amico
VIAREGGIO. Aveva trascorso la serata a casa di un amico. E insieme avevano trascorso alcune ore in allegria. Poi, per rincasare, aveva preso in prestito il suo scooter. Ma all'abitazione di via Macchia Monteggiorini a Lido di Camaiore dove viveva con i genitori, Fabio Mallegni, 25 anni compiuti il 9 gennaio, non ci è mai arrivato. La sua vita sempre di corsa e sempre in sella ad un motore si è infatti conclusa drammaticamente in via Fratti. Contro un cassonetto dei rifiuti. Qui, quasi all'incrocio con la via Duilio, ha perso il controllo dello scooter. Nessuno ha assistito alla scena e dunque la dinamica esatta non può che essere il frutto di una ricostruzione. Ma - forse per un malore, forse per una sbandata, forse per un ostacolo improvviso - ha perso il controllo della Yahama Majestic dell'amico. Lo scooter si è schiantato contro il contenitore dell'immondizia, mentre il giovane si è sfracellato sull'asfalto. E per lui non c'è stato nulla da fare.
Una serata che doveva essere di divertimento - una delle tante di cui Fabio era stato spesso protagonista con la sua contagiosa allegria - si è così trasformata in una serata tragica. Che ha gettato nello sconforto mamma Antonietta e papà Marco, la sorella e il fratello e i tanti amici che hanno avuto la fortuna di conoscerlo.
Il dramma si è consumato intorno alle 3,30 di notte. Non molto prima Fabio Mallegni aveva lasciato l'abitazione di un amico, Mirko Ghilardi, dove aveva trascorso la serata in sua compagnia. Prima di andarsene, Fabio si era fatto dare le chiavi dello scooter di Mirko, un Yahama Majestic. Sempre al volante della sua vecchia, inconfondibile Vespa - compagna di mille avventure dalla quale non si separava quasi mai - la notte scorsa è salito in sella allo scooterone dell'amico ed ha imboccato la via Fratti in direzione del canale Burlamacca. Poche decine di metri dopo l'incrocio con la via Marco Polo, la sbandata. Per cause che gli agenti della volante del commissariato intervenuti sul posto stanno cercando di ricostruire sulla base dei rilievi, Fabio ha perso il controllo del Majestic. Ed è andato a schiantarsi contro il cassonetto che si trova praticamente di fronte alla residenza Villa dei Fiori, nei pressi dell'incrocio con la via Duilio.
La botta è stata violentissima. Tanto che il contenitore della Sea si è rovesciato su un lato andando a sbattere contro una Golf grigia che si trovava parcheggiata sulla via Fratti e mandando in frantumi il vetro del finestrino del passeggero. Gli effetti della botta su Fabio Mallegni, però, sono stati devastanti.
Non essendoci stati testimoni diretti dell'accaduto (circostanza questa che non esclude con certezza neppure il coinvolgimento di un altro mezzo che poi potrebbe non essersi fermato, anche se la polizia sembra non dare credito a questa ipotesi), ad accorgersi del giovane scooterista disteso sull'asfalto è stato - pochi minuti dopo le 3,30 - un automobilista di passaggio. Che ha immediatamente dato l'allarme al 118. "C'è un ragazzo disteso sull'asfalto. Non è cosciente. Accorrete il prima possibile". E nel giro di pochi istanti una ambulanza della Croce Verde di Viareggio e l'automedica hanno raggiunto a sirene spiegate il luogo dello schianto. Ma quando medico e volontari hanno visto il ragazzo, hanno capito che non c'era più nulla da fare. E dopo averne constatato la morte, lo hanno trasportato direttamente nelle stanze di medicina legale dell'ospedale Versilia.
La notizia della tragedia si è diffusa soltanto al mattino. Quando la notizia ha cominciato a circolare sul web. Ed allora è stato un continuo via vai di persone - soprattutto giovani, ma anche amici di famiglia - che ancora increduli per quanto accaduto si sono precipitati all'obitorio per stringersi intorno ad Antonietta e Marco, i genitori di Fabio. Anche se fino a quando non è stata eseguita la ricognizione cadaverica da parte del medico legale Silvia Vitelli (non è invece stata disposta l’autopsia) non è stato possibile allestire la camera ardente, spostata alla vicina Misericordia di Lido di Camaiore.
Persona solare, sempre sorridente, Fabio Mallegni era un giovane che amava la vita. Ed ha cercato di viverla intensamente ogni giorno, circondato dall’affetto della famiglia e dei tanti amici che gli volevano bene proprio per questo suo carattere.
Molte le passioni che aveva coltivato negli anni. Prima fra tutti proprio quella dei motori. E, nello specifico, delle due ruote. Nonostante l’età, non aveva la patente e non guidava la macchina. Ma era sempre in sella alla sua vecchia Vespa che curava in maniera quasi maniacale. Anche perché - abbandonati gli studi, con cui non aveva mai avuto un gran feeling - si era sempre appassionato ai motori che per lui non avevano segreti.
I motori, però, Fabio preferiva soprattutto guidarli e verificarne le prestazioni. Anche se questo, in passato, gli aveva provocato più di un guaio (un paio di anni fa fu vittima di un incidente abbastanza serio che lo tenne fermo per alcuni mesi).
L’altra grande passione era quella del buon bere in compagnia. Tanto che aveva aperto su Facebook una pagina che aveva chiamato “Eravano quattro amici al bar”, dove elogiava con ironia le virtù del vino. E in tanti se lo ricordano seduto ai tavoli del Pub birreria 75 in via Menini in Darsena o in altri locali per giovani della Versilia.
Fabio era impegnato anche nell’associazionismo. Iscritto alla Misericordia di Lido di Camaiore, anche se prestava raramente servizio di volontariato era frequente vederlo dentro la sede di via del Secco o girare nel parco dell’associazione lungo l’Aurelia.
Claudio Vecoli
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