Il Tirreno

Versilia

A gara la gestione degli impianti sportivi

di Donatella Francesconi
A gara la gestione degli impianti sportivi

Revocato alla Viareggio Patrimonio l’affidamento di stadio dei Pini, Ferracci centro sportivo ex Campo d’Aviazione, Zappelli, palestra Petri e bocciodromo

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VIAREGGIO. A gara gli impianti sportivi che oggi sono ancora in concessione alla Patrimonio (e non di proprietà). La Giunta Del Ghingaro ha deciso di revocare l’affidamento della gestione alla società in fallimento e di procedere ad una riassegnazione a soggetti terzi mediante una procedura di gara informale ad evidenza pubblica. Insomma non saranno né il Comune e neppure la Patrimonio a tenere aperti stadio dei Pini, stadio Ferracci (Torre del Lago, con la nuova società che ha un rapporto quasi quotidiano con l’assessore all sport, Sandra Mei), Centro sportivo Vasco Zappelli, Palestra Dorando Petri, Centro sportivo ex Campo d’Aviazione, campo sportivo Migliarina e bocciodromo Migliarina. Ma saranno gli attuali gestori o chi si candiderà alla gara che l’ente pubblico dovrà bandire quando i dirigenti avranno pronti tutti gli atti per la revoca delle concessioni alla Patrimonio, ma soprattutto quando sarà terminata la perizia sulle agibilità e sui problemi strutturali.

La gara informale ad evidenza pubblica è - ai sensi del Codice degli appalti - un modulo procedimentale «caratterizzato da amplissima discrezionalità dell’amministrazione nella fissazione delle regole selettive, con conseguente non soggezione alle regole interne e comunitarie dell’evidenza pubblica, ferma restando la sola necessità del rispetto dei principi di logicità e parità di trattamento tra i concorrenti».

Secondo il Consiglio di Stato (sezione V, sentenza 3250/2011) «anche in caso di concessione di beni pubblici, l’ente locale è tenuto a dare corso ad una procedura competitiva per la scelta del concessionario. Infatti, la mancanza di una procedura competitiva circa l’assegnazione di un bene pubblico suscettibile di sfruttamento economico, introduce una barriera all’ingresso al mercato, determinando una lesione alla parità di trattamento, al principio di non discriminazione ed alla trasparenza tra gli operatori economici, in violazione dei principi comunitari di concorrenza e di libertà di stabilimento». Insomma, informale sì ma con garanzia di una concorrenza reale.

Il tutto “sottomesso” agli obblighi della procedura fallimentare, con il curatore (Donato Bellomo) che ha per legge l’ultima parola.

Per i quattro impianti (e tra questi piscina e Palasport) che, invece, sono di proprietà della Viareggio Patrimonio l’amministrazione comunale ha disposto che siano preparati gli atti per riprenderseli. Ritenendo, peraltro che non possano essere venduti in quanto patrimonio indisponibile. Eppure la piscina comunale è oggetto di perizia nell’ambito di un’istanza di fallimento della Patrimonio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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