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La Cgil è nella bufera «Nessuno dopo Bindocci»
Lucca gli ritira la delega: «Ci uniamo a Massa, la Versilia non avrà un responsabile» Il commento al veleno dell’interessato: «Torno alla Filcams, la base è con me»
VIAREGGIO. Le voci e i “si dice” sono finiti: la rimozione di Massimiliano Bindocci da responsabile della Cgil Versilia è ufficiale. Il provvedimento è stato notificato dalla segreteria provinciale di Lucca all’interessato mercoledì sera, «con operatività immediata».
Il segretario della Cgil Franco Chiriaco, interpellato a tal proposito, ha preferito non commentare. Facendo però sapere che Bindocci non verrà sostituito: non ci sarà più un responsabile del sindacato in Versilia, che viene affidato alla segreteria - composta da quattro persone - della Camera del lavoro di Viareggio. Un’operazione, spiegano dal sindacato, che rientra nella fusione tra le Cgil di Lucca e Massa.
Su questo aspetto, cioè il presunto declassamento della Cgil versiliese, così come sulla gestione del caso Bindocci le polemiche sono infinite. A sostegno dell’ex responsabile del sindacato si sono espressi la Filcams e la Fiom (leggi a fianco), la sinistra, ma anche la Confcommercio ed esponenti del centrodestra viareggino. C’è persino una raccolta firme in corso, intitolata “Cgil Versilia libera”. Esclusi i motivi disciplinari, smentiti da entrambe le parti, sulla questione si è allungata l’ombra della politica: Bindocci e chi lo sostiene vedono in questa decisione la punizione per la battaglia fatta contro Giorgio Del Ghingaro, sia in campagna elettorale che dopo la sua elezione a sindaco. La Cgil lucchese smentisce nella maniera più assoluta e minaccia querele. In mezzo c’è un sindacato che dovrebbe occuparsi della crisi irreversibile di Viareggio e dell’economia locale - con uno stillicidio continuo di posti di lavoro nel commercio e nella ristorazione - e che invece è dilaniato da un conflitto interno.
Bindocci, dal canto suo, va avanti. «Torno alla Filcams, da cui provengo - spiega - come stabilito dal direttivo della stessa categoria. Questo non significa che accetto a cuor leggero una decisione che è presa dai vertici regionali e provinciali non tenendo conto della base. Che è con me». In giornata si era diffusa la voce che anche il rientro nella Filcams sarebbe stato più complicato del previsto. «Non mi risulta, non così si è espresso il direttivo - afferma Bindocci - detto questo, posso tornare tranquillamente a lavorare in cartiera a Lucca». Ipotesi improbabile, al momento, vista la piega che sta prendendo la questione. La Cgil provinciale ha annunciato che nei prossimi giorni racconterà la propria verità, mentre Bindocci e i suoi sostenitori si stanno organizzando per alcune iniziative. La battaglia continua.
@matteotuccini
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