Il presidio
L’addio del Carnevale di Viareggio a Bocco
L’ultimo viaggio di Carlo Vannucci sulle note di “Su la coppa di champagne” intonata da carristi e amici
VIAREGGIO. Se ne è andato via sulle note di Su la coppa di champagne, l'inno senza tempo e senza età di chi ama il Carnevale di Viareggio. Per Bocco Vannucci, 95 anni compiuti il 15 settembre, l'addio al suo mondo di cartapesta e pennelli ha avuto come colonna sonora la canzone più celebre di Burlamacco, intonata dal professor Franco Anichini e cantata in coro dai tanti amici ed ex colleghi dei baracconi che ieri pomeriggio si sono ritrovati nella chiesa della Resurrezione al Varignano per stringersi intorno alla famiglia del decano dei carristi.
Un addio lieve come nello spirito di Bocco, personaggio mai sopra le righe e che vedeva il Carnevale di Viareggio soprattutto come allegria e di spensieratezza. Una leggerezza testimoniata in qualche modo da una bandiera di Burlamacco che sventolava sul retro del carro funebre che lo ha portato via (e una ben più grande adagiata ai piedi del feretro durante la funzione religiosa). Un contrasto solo apparente fra vita e morte, fra gioia e dolore, fra festa e lutto.
A salutare per l'ultima volta Carlo Vannucci c'erano i vecchi carristi di un tempo - da Arnaldo Galli a Renato Verlanti - e i costruttori delle generazioni successive che hanno voluto testimoniare così anche la vicinanza ai figli Enrico e Roberto, anche loro carristi in attività, e alla figlia Carla, da sempre ritenuta una componente a tutti gli effetti della "grande famiglia della cartapesta". Ma quasi tutti coloro che ieri si sono seduti sulle panche della chiesa della Resurrezione hanno (o hanno avuto) un legame con il Carnevale. C'erano molti dei presidenti e vice che si sono avvicendati a Palazzo delle Muse (da Carlo Alberto Di Grazia a Elio Tofanelli, da Alessandro Santini a Stefano Pasquinucci), c'erano rappresentanti della politica di ieri e di oggi, c'erano le maestranze che ancora lavorano agli hangar.
Non c'erano però le istituzioni. Sindaco e vice non si sono visti. Né si è visto un solo assessore dell'amministrazione Del Ghingaro. Ad accompagnare il labaro del Comune, con la fascia tricolore, solo il consigliere comunale Matteo Ricci. Davvero troppo poco per un personaggio come Carlo Vannucci che a Viareggio e al suo Carnevale ha dedicato mezzo secolo della sua vita.
Chi invece ha centrato con poche parole e senza retorica la figura di Bocco è stato don Marcello Brunini, parroco del Varignano. Che prendendo spunto dall'ultimo dei suoi carri vincenti - Attenti al lupo, ispirato all'omonima canzone di Lucio Dalla - ha sottolineato come Vannucci abbia lasciato in chi lo ha conosciuto «una leggerezza che non vuol dire superficialità, riuscendo ad andare in profondità molto più di tanti altri». Don Brunini ha inoltre preso spunto dalla vita di Carlo Vannucci per lanciare un messaggio di speranza alla città. «Da persone come lui, che dopo la guerra hanno contribuito attraverso il Carnevale a far rinascere la città, bisogna prendere esempio per far risorgere oggi una Viareggio che non se la sta certo passando bene». Che sia questa l'ultima, grande eredità di Bocco…
@ClaVecoli
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