Il Tirreno

Versilia

Il Regina d’Italia di Dolce in Darsena per lavori

di Corrado Benzio
Il Regina d’Italia di Dolce in Darsena per lavori

Varato da Codecasa alcuni anni fa, il megayacht da 50 metri è da Perini Navi E la Lusben annuncia una megafesta l’8 ottobre per comandanti e equipaggi

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VIAREGGIO. È stato issato a secco per un’operazione (importante) di manutenzione. Vista l’imponenza dello scafo – un 50 metri costruito anni fa dai cantieri Codecasa – la manovra non è passata inosservata.

Lo yacht è il Regina d’Italia, che quando fu varata apparteneva a Stefano Dolce, della premiata ditta Dolce&Gabbana. Celebri stilisti che già possedevano un Regina d’Italia, ma si trattava di un open Mangusta, costruito da Overmarine group.

L’arrivo del Regina d’Italia ai cantieri Perini non passa certo innosservata. E’ la conferma che la nostra cantieristica si sta affermando anche nel campo della manutenzione e del refittinge di grandi natanti.

Perini Navi ha molte navi in manutenzione anche nei cantieri che ha comprato anni fa a Spezia e dove attualmente costruisce i motoryacht sotto il recuperato marchio Picchiotti, di proprietà di Fabio Perini da quando rilevò i capannoni dal fallimento di uno cantieri più antichi d’Italia.

Sempre Perini può vantare di avere attaraccati alla sua banchina ben 4 velieri di diverse lunghezze. Fra i quattro grandi yacht balza subito agli occhi la presenza del Principessa Vaivia. E’ il famoso veliero che è stato a lungo di proprietà di Silvio Berlusconi e a lungo usato anche dal figlio Pier Silvio.

Il Principessa Vai via è passato poi ad Ennio Doris, boos di Mediolanum e socio in affari del Cavaliere. Che però ha mantenuto nella sua disposibilità l’altro Perini, quel Morning Glory che il Berlusca aveva acquistato a Rupert Murdoch, il più grande tyccon delle comunicazioni, prorpietario di Sky.

Insomma un gioco fra miliardari. Il Morning Glory staziona abitualmente alle Antille, dove Berlusconi ha proprietari.

E così in occasioni importanti come lo sbarco anni fa in Sardegna di Vladimir Putin, per una breve crociera in Costa Smeralda venne usato il Principessa Vai via.

In porto a Viareggio c’è un altro Perini, uno dei primi. Si tratta del Carlotta, attraccato alla banchina di Fucile.

Questa barca appartiene a Massimo Moratti, uno dei primi ad avere apprezzato i bellissimi e tecnologici velieri partoriti dal genio meccanico di Fabio Perini. Un genio dell’ingegneria – dalle macchine per la carta ai velieri – senza avere mai conseguito una laurea nel settore.

Ma in porto a Viareggio, passata l’estate quando le barche fuggono verso le mete più ambite del Mediterraneo, è tornata anche l’Istranka. Era lo yacht del maresciallo Josif Brod, per tutti Tito, padre e padrone della ex Jugoslavia.

Ora l’Istranka, splendido esemplare di barca vintage, è di proprietà del patron della Tecnogym, uno dei colossi mondiali del fitness e delle macchine per sportivi.

Ma per dire il clima, si può tranquillamente annunciareche la Lusben (gruppo Benetti) l’8 ottobre organizza una festa che mette insieme fashion, cars motori, food tipico toscano e musica. Il tutto per aprire la stagione invernale dei lavori nelle grandi barche.

Un modo per ricordare ad armatori, comandanti ed equipaggi che al di là dei lavori, la vecchia Lusben è lì per dare una risposta a tutte le loro esigenze.

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