Il Tirreno

Versilia

Insabbiamento, i piloti di Carrara gettano la spugna

di Donatella Francesconi
Insabbiamento, i piloti di Carrara gettano la spugna

La Capitaneria ha ottenuto l’intervento in via provvisoria In attesa del bando pubblico che passerà dal ministero

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VIAREGGIO. Un bando per il servizio di pilotaggio in ingresso ed uscita dal porto: finisce un’epoca nella Darsena viareggina dai fondali sempre al limite. Dopo il pensionamento del pratico del porto, Giuseppe Mazzella, c’è stato un tentativo di accordo con i piloti del porto di Carrara. Che al “Tirreno”, alla prima variazione delle condizioni meteo sul finire dell’estate, avevano raccontato senza nascondere niente tutte le difficoltà della manovra. Oggi, dopo la riunione promossa dal comandante della Capitaneria, Davide Oddone, con tutti i soggetti che operano in Darsena, l’annuncio che la collaborazione con i piloti di Carrara si svolge«in via provvisoria». Perché la Corporazione ha rinunciato al lavoro in porto a Viareggio dove pure aveva già portato una propria pilotina».

La Capitaneria ha chiesto e ottenuto, appunto, la collaborazione a garantire gli interventi necessari fino a quando la stessa Capitaneria non sarà stata autorizzata dal ministero a procedere con il bando pubblico. Bando che non risolverà le condizioni di lavoro che chiunque si candidi dovrà affrontare. Un fondale spesso al limite, che gli interventi autunnali di escavo - finanziati dalla Regione - riescono a garantire da primavera all’estate, ammesso che non vi siano dopo Ferragosto mareggiate importanti. Un canale di ingresso troppo stretto, hanno segnalato i piloti di Carrara, per cui al minimo scarrocciare la spiaggia di Ponente diventa a portata di incaglio. E la mancanza di carte ufficiali per orientarsi nel percorso accidentato.

Certo, chi conosce la zona ormai ha imparato. Ma ricordiamo che quando entrava in azione il pratico del porto, l’immagine era quasi epica: un uomo e la sua barca, tra le mani la pertica che saggiava il banco di sabbia. E questo fino a ieri, mentre sul porto viareggino piovevano appalti per milioni e milioni di euro destinati ad un escavo che ha lasciato più domande aperte di quante risposte abbia effettivamente dato. Come sa bene il geometra Pietro Ricci, ieri presente all’incontro in rappresentanza dell’Autorità portuale, che dell’escavo del porto di Viareggio si è sempre occupato (con i dirigenti del Comune Giovanni Naldi e Riccardo Raffaelli) e che così ha raccontato il passato in un’intervista pubblicata dal “Tirreno” il primo maggio scorso: ««Se si esaminano le gare di appalto si vede che all’interno mi facevano mettere sia le draghe autocaricanti che le refluenti. Ma queste io le utilizzavo pochissimo, a volte quasi niente. Mi dicevano “mettici la refluente, falla lavorare...per amor di Dio...”. Ma le refluenti per me erano da eliminare, non erano utili allo scopo. L’ho detto anche negli interrogatori (inchiesta dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca, pm Fabio Origlio, ndr) : per me non era sufficiente a risolvere il problema...».

Qualcosa è cambiato dall’ultimo appalto costruito in questo modo ad oggi. Perché l’Autorità portuale nelle gare affidate ha fissato - grazie anche allo “stimolo” della Capitaneria - parametri più stringenti alla caratteristiche tecniche delle draghe, autocaricanti, impegnate. E ieri, nel corso dell’incontro, è stato confermato che è in fase di definizione l’assegnazione dell’ultimo bando per un milione di euro.

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