Il Tirreno

Versilia

il caso

Centro Congressi, domani le lettere di licenziamento

Centro Congressi, domani le lettere di licenziamento

VIAREGGIO. Se per i dipendenti della Viareggio Patrimonio - come ha dichiarato ieri il curatore fallimentare Donato Bellomo - «ad oggi non sono previste riduzioni di personale, nè messa in mobilità o...

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Se per i dipendenti della Viareggio Patrimonio - come ha dichiarato ieri il curatore fallimentare Donato Bellomo - «ad oggi non sono previste riduzioni di personale, nè messa in mobilità o riduzione di personale o di orari, e la forza lavoro è allocata dov'era», non va altrettanto bene ai dipendenti del Centro Congressi, vasi di coccio tra quelli di ferro. Domani arrivano le lettere di licenziamento annunciate ieri nel corso del nuovo incontro in Municipio. E lo stesso Bellomo, di fronte ai consiglieri della commissione di vigilanza e controllo sulla Patrimonio, ha spiegato: «Avere in efficienza gli impianti è un interesse anche della procedura fallimentare. Ma bisogna vedere come si può fare, perché concretamente gli interventi costano. La soluzione va trovata, per esempio, attraverso un affitto di ramo d'azienda».

Alla domanda, però, se l’amministrazione comunale abbia carte in mano per far sì che nell’eventualità qualcuno volesse gestire il Centro Congressi (con l’incognita del fallimento sopra) finisca per prendersi anche i dipendenti della Viareggio Versilia Congressi, Bellomo non si è scostato dal rigore che lo contraddistingue in forza del compito che è chiamato a svolgere: «Da aziendalista dico no». E, dunque, conclude il curatore fallimentare della Patrimonio, che del Centro Congressi è proprietaria, «sulla posizione dei dipendenti del Centro Congressi non posso fare niente, mio malgrado».

Duro Massimiliano Bindocci per la Cgil, presente all’incontro con il Comune ieri: «Al giorno di chiusura dell’attività del ristorante il Comune non ha niente in mano. E l’unica chance che ha il sindaco di non incassare una sconfitta su questa vicenda che vede in gioco le vite dei dipendenti e delle loro famiglie è che l’amministrazione arrivi al 15 ottobre con un passaggio di gestione in soluzione di continuità». Dal canto suo l’amministrazione Del Ghingaro - ancora per bocca degli assessori Valter Alberici e Laura Servetti - fa sapere: «Siamo impegnati a percorrere tutte le strade che la legislazione consente per salvaguardare sia la struttura che il lavoro». E non è escluso - annuncia un comunicato del Comune - «che nei prossimi giorni possano farsi avanti altri soggetti interessati alla gestione delle attività presenti all'interno del complesso del Principe di Piemonte».

Si parla di una disponibilità dei gestori del ristorante, che si erano già fatti avanti nei mesi scorsi. Ma i tempi non sarebbero immediati perché «un minimo di evidenza pubblica», è stato sottolienato nell’incontro di ieri, è imprescindibile. (d.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web