Il Comune aiuta 13 nuovi poveri
Lavori socialmente utili in cambio di cinquecento euro al mese per un anno
PIETRASANTA. Circa il 15% dei pietrasantini si è rivolto almeno una volta al Comune per chiedere aiuto. Da qui il progetto “Nuove opportunità” promosso dal Comune. Riguarderà tredici cittadini, tra loro c'è anche chi è stato costretto a dormire in auto per mesi oppure in spiaggia come ha fatto un quarantenne fino a qualche settimana fa, chi ha perso il lavoro e la casa, chi ha una famiglia e non sa come accudirla dignitosamente, ma anche ex imprenditori inghiottiti dalla crisi che hanno dovuto alzare bandiera bianca. Hanno un'età compresa tra i 37 ed i 50 ani. L'amministrazione comunale, per un anno, li aiuterà a ritornare in pista garantendogli 500 euro in cambio di un lavoro socialmente utile. Loro, di contro, si impegneranno perché tra un anno dovranno camminare con le loro gambe.
Sono i nuovi poveri e purtroppo sono una componente della nostra piccola comunità in crescita da salvare: 3.958 i residenti (italiani e stranieri) aiutati nel 2014 per 13.382 prestazioni complessive, 179 quelli che si presentano ogni mese agli sportelli del sociale, 7 al giorno. Più o meno il 15% della popolazione è stata costretta, per ragioni diverse, ad usufruire dei servizi del Comune: 335 hanno ricevuto un contributo economico, 124 un buono o pacco alimentare, 994 un contributo per pagare riscaldamento o la corrente elettrica perché non riuscivano a pagare le bollette.
Dopo le borse lavoro, l'altro grande progetto di integrazione sociale di cui stanno beneficiando altri 15 residenti, la neo amministrazione comunale sceglie di investire nuove risorse sul sociale dirottando una parte del tesoretto del fondo riserva, circa 80 mila euro, in un nuovo progetto. Diventano così 28 i soggetti individuati in grado, domani, di farcela da soli. Uno dei soggetti che beneficerà di questo progetto è già stato tolto dalla strada.
«Dormiva in auto - spiega l'assessore al sociale Lora Anita Santini - lo abbiamo aiutato a trovare una casa e a pagare una parte dell'affitto perché siamo convinti che abbia tutto per essere in poco tempo indipendente. Lo pensiamo di tutti i soggetti che rientrano in questo primo progetto. Il Comune farà di tutto per non lasciare indietro nessuno».
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