Italia
Pucciniano, l’ombra del commissariamento dopo i conti in rosso
L’amministrazione sta valutando la normativa 2010 Ma il Cda pensa già all’edizione del prossimo anno
VIAREGGIO. Incombe sul Festival pucciniano il commissariamento e così entrambe le Fondazioni cittadine finirebbero per essere sotto il controllo della Regione. Il nodo da sciogliere è quello della patrimonializzazione, attraverso una serie di pertinenze al teatro della lirica, che il Comune sulla carta ha inteso trasferire alla Fondazione fin dal 2011. Con una serie di atti che hanno trovato la contestazione, punto su punto, dei revisori dei conti del Comune quasi fin dal loro insediamento al momento dell’entrata in Municipio dell’amministrazione Betti. Una volta passata la questione nelle mani della Giunta Del Ghingaro, la vicenda è arrivata al punto che non si può non decidere. In un senso o nell’altro, ma decidere. Nell’ultimo incontro tra revisori, assessore al bilancio Laura Servetti e Alberto Pisanelli, vice presidente della Fondazione, due sono state le strade prese in considerazione: un nuovo atto del consiglio comunale che correggesse quelli precendenti e desse il via all’operazione, oppure la richiesta di un parere alla Corte del Conti da parte dell’amministrazione.
Successivamente - qualche giorno fa - l’assessore Servetti ha incontrato l’avvocato Giuseppe Morbidelli, numero uno tra gli amministrativisti in Italia. Da lì in poi il futuro della Fondazione pare essersi fatto più nero. Perché non bisogna dimenticare il decreto legge 78/2010 (“Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”) che all’articolo 6, comma 9 dispone: «Le amministrazioni non possono, salvo quanto previsto dall'articolo 2447 codice civile, effettuare aumenti di capitale, trasferimenti straordinari, aperture di credito, né rilasciare garanzie a favore delle società partecipate non quotate che abbiano registrato, per tre esercizi consecutivi, perdite di esercizio». La valutazione del caso, da parte dell’amministrazione, è in corso. Perché nell’interpretazione della norma c’è una scuola di pensiero che differenzierebbe le società partecipate dalla Fondazioni.
Intanto, sabato mattina in riva al lago si è incontrato informalmente il Cda per guardare all’edizione 2016. Che appare, però, sempre più un’illusione del presidente Alberto Veronesi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
