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Camaiore, ronde in strada per tenere alla larga i ladri

Camaiore, ronde in strada per tenere alla larga i ladri

Troppi furti a Camaiore: l’ultimo alla profumeria Farnocchia. Il sindaco Del Dotto chiede di organizzarsi per controllare tutti insieme il territorio e intanto qualche commerciante si arma di pistole al gel...

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CAMAIORE. Furti in piena notte, furti subito dopo la chiusura delle saracinesche. Dall’inizio dell’estate diversi gli episodi di criminalità subìti dai diversi negozi del centro storico di Camaiore. Tanto che alcuni di loro si stanno organizzando con pistole al peperoncino gel, mentre il sindaco propone di attivare una sorta di “sorveglianza” di zona. L’ultimo furto, in ordine di tempo, quello subito dalla profumeria gestito dalla profumeria Farnocchia la scorsa sera.  «Li ho contattati al telefono immediatamente – spiega il sindaco, Alessandro Del Dotto – certo non risolve la questione, ma è un piccolo gesto di vicinanza...».

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La stessa profumeria, che si trova a pochi passi dal Teatro dell'Olivo, aveva subito analogo trattamento all’inizio dell’estate: vetrina forzata e oggetti per il valore di qualche migliaio di euro spariti nel nulla. Qualche settimana fa però anche il vicino negozio di abbigliamento alla contrada San Vincenzo era stato svuotato.

Sorveglianza partecipata. «Il problema esiste – conferma il sindaco – ma per una amministrazione comunale è difficile arginare la cosa. Il sistema di videosorveglianza, ad esempio, funge da deterrente fino ad un certo punto, basti ricordare che ad esempio la zona del Prado è costantemente monitorata da telecamere a circuito chiuso. Il primo consiglio che mi sento di dare ai commercianti e ai cittadini è quello dell’autoprotezione».

Il sindaco non lo dice chiaramente ma sono troppi, in centro storico a Camaiore, i negozi sprovvisti di sistema di allarme o di adeguate saracinesche. Vetrine perfettamente conservate dagli anni Settanta, ma che ormai per un ladro sono diventate un gioco da ragazzi riuscire ad aprire. «Dal canto nostro possiamo garantire che i controlli del territorio, con le pattuglie della municipale, proseguiranno.

L'altro aspetto su cui stiamo lavorando – spiega il primo cittadino – è quello della sorveglianza partecipata. Vorremmo cioè sfruttare le assemblee di zona che stanno sorgendo sul territorio perché siano da una parte da stimolo sui controlli, visto che il cittadino che abita un paese sa meglio di altri quali zone sono soggette a furti. Dall’altra di organizzarli in una sorta di sicurezza partecipata: che siano cioè un occhio vigile sul territorio, in costante contatto con le forze dell'ordine. Niente ronde, non è questo quello che ho in mente. Se vogliamo chiamarle ronde, che sia chiaro che saranno ronde con le mani in tasca».

Pistole al gel. Intanto però alcuni commercianti del centro storico si stanno organizzando. Alcuni, seguendo il consiglio del sindaco, installando sofisticati sistemi di allarme (alcuni con videocamere a circuito chiuso collegate direttamente con il comando dei carabinieri). Altri con pistole al peperoncino gel, che tengono dietro al bancone vicino alla cassa. Sono l’«evoluzione» dello spray al peperoncino. Si tratta di piccole pistole di plastica (della grandezza di uno smartphone) con una cartuccia di gel urticante. Ottengono lo stesso effetto degli spray (costringe il ladro a serrare gli occhi, causando difficoltà di respirazione). Ma se lo spray, spruzzato controvento, può dare controindicazioni (il flusso può tornare indietro e colpire l'aggredito invece che l'aggressore), il gel garantisce di colpire il bersaglio dritto in faccia.

Alcuni negozianti già le hanno («Abbiamo chiesto un permesso in questura», mormorano), altri si stanno informando ed attrezzando. Sul fatto chiediamo un commento allo stesso sindaco. «Se la notizia è vera – dice il sindaco - la cosa mi spaventa. Ricordo che anche l'autodifesa è un diritto garantito dalle forze dell’ordine, non dal privato cittadino. Se è stato chiesta un’autorizzazione per avere questo tipo di “arma” in negozio mi auguro conclude Alessandro Del Dotto, che tutto sia stato fatto a norma di legge».

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