Il Tirreno

Versilia

Uno spiraglio per i lavoratori della Viareggio Patrimonio

di Donatella Francesconi
Uno spiraglio per i lavoratori della Viareggio Patrimonio

Dopo il confronto in prefettura revocato lo stato agitazione ma resta la questione stipendio di settembre L’ex liquidatore chiede l’esercizio provvisorio ma solo per il servizio di riscossione dei tributi

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VIAREGGIO. Confronto permanente in Prefettura sul futuro dei lavoratori delle società partecipate del Comune di Viareggio destinate a chiusura. È il risultato dell’incontro di ieri a Lucca, che ha indotto il sindacato a ritirare lo stato di agitazione indetto qualche giorno fa per la Viareggio Patrimonio entrata nel tunnel del fallimento. Le incognite sono ancora molte, a cominciare dai quindici giorni di stipendio che non verrebbero pagati secondo quanto ritiene il curatore fallimentare, Donato Bellomo. Il quale, in merito al futuro della settantina di dipendenti della società pubblica si è espresso spiegando che «qualora sussistano le condizioni di sostenibilità economica e con l'assenso dei creditori, sarà possibile avviare l'esercizio provvisorio dell'azienda per garantire la continuità dei servizi offerti, fino ad assegnazione a nuovi soggetti. In queste condizioni i dipendenti potranno continuare a percepire la retribuzione, i contributi e ogni spettanza di legge». Così si legge nella nota diffusa ieri pomeriggio dagli uffici del Prefetto, Giovanna Cagliostro, apparsa ieri molto preoccupata delle vicende viareggine.

Chiedere l’esercizio provvisorio spetta all’ex liquidatore Marco Marchi, oggi legale rappresentante della società anche lui presente all’appuntamento in Prefettura. Marchi, nell’istanza di auto fallimento, così si esprime a pagina 27 relazionando sul settore di attività della Patrimonio relativo alla riscossione tributi: «Per questo settore verrà richiesto (nella istanza la frase è sottolineata ed in neretto, ndr) l’esercizio provvisorio. Con riferimento al servizio di riscossione per consentire al Comune di proseguire l’attività almeno fino alla fine dell’esercizio 2015. In attesa di decidere se riportare la funzione all’interno dell’Ente, se operare un conferimento in una newco interamente partecipata dal Comune o se effettuare una gara per l’affidamento del servizio a terzi». Ipotesi, questa, che si rafforza ogni giorno di più.

Per la sola riscossione, dunque, sembra essere prevista la gestione provvisoria. Il resto dei servizi (illuminazione, Sit, rete idrica e fognature) passerebbe al Comune per poi prendere il volo verso le altre società partecipate (Mover in particolare). Mentre per gli impianti sportivi la situazione è ferma alle dichiarazioni dei giorni scorsi dell’assessore al bilancio, Laura Servetti: l’amministrazione sottoporrà al curatore fallimentare, cui spetta ogni decisione, i contratti di comodato per riprendersi quattro impianti sportivi e Centro Congressi. In un contesto in cui, però, per tutte queste attività l’esercizio provvisorio - stando all’istanza di Marchi - potrebbe non esservi.

Nell’incontro in Prefettura l’assessore Valter Alberici (con delega al personale) ha dichiarato - spiega al “Tirreno” - che «l’amministrazione si impegna a condurre questa delicata fase con l’obiettivo primario della salvaguardia dell’occupazione della Viareggio Patrimonio, attraverso un percorso concordato con i sindacati, nel rispetto delle prerogative indicate dalla curatela fallimentare». Alberici, nel rispondere ai rappresentanti della Cgil (Massimiliano Bindocci per la Camera del lavoro della Versilia e Michele Massari per la Funzione pubblica-Cgil provinciale - ha annunciato che l’amministrazione Del Ghingaro non ritiene di prendere a riferimento l’accordo sulla mobilità tra partecipate che gli stessi sindacati (con il segretario provinciale della Cgil, Franco Chiriaco) avevano firmato con l’amministrazione Betti: «Quella proposta di mobilità era pre dichiarazione di dissesto - spiega Alberici al “Tirreno” - ed ha un senso logico in un quadro che non è più quello odierno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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