Meteo
Processo Franceschi, fissata al 26 ottobre la sentenza di appello
VIAREGGIO. E' stata fissata per sabato 26 ottobre la data in cui sarà pronunciata la sentenza d'appello nei confronti di Stéfanie Colonna, l'infermiera condannata in primo grado ad un anno di...
VIAREGGIO. E' stata fissata per sabato 26 ottobre la data in cui sarà pronunciata la sentenza d'appello nei confronti di Stéfanie Colonna, l'infermiera condannata in primo grado ad un anno di reclusione per la morte di Daniele Franceschi, l’operaio viareggino di 33 anni deceduto il 25 agosto di cinque anni fa nel carcere francese di Grasse, in Costa Azzurra.
Ieri pomeriggio - durante la prima udienza del processo di appello che si è svolta nel Tribunale di Aix-en-Provence - il procuratore generale Ives Granger, al termine della sua requisitoria ha chiesto la conferma della condanna ad un anno già decisa in primo grado e una pena più severa per quello che riguarda l’interdizione dall’ esercizio della professione (in primo grado all’infermiera era stato comminato un anno), con la possibilità di una interdizione perpetua dalla professione.
Nel corso dell'udienza di ieri - alla quale era presente anche la madre di Daniele, Cira Antignano - in aula è stato riaperto il dibattimento ed è stata nuovamente ascoltata l'infermiera che ha cercato di alleggerire la propria posizione processuale. «Con la riapertura dell'istruttoria è stato ripercorso il calvario di Daniele», ha spiegato l'avvocato Aldo Lasagna che, insieme alla collega Maria Grazia Menozzi e al legale francese Jean-Luc Febbraro assiste la famiglia Franceschi.
Non si è invece celebrato un processo di appello per le altre due persone inizialmente coinvolte nel caso della morte di Daniele Franceschi.
In primo grado una seconda infermiera dell’ospedale di Grasse, Françoise Boselli,è stata assolta, mentre il medico dell’ospedale che il giorno della morte di Daniele Franceschi era in servizio nel penitenziario di Grasse, Jean Paul Estrade, è stato già condannato a un anno di reclusione e ad un anno di interdizione dalla professione di medico, ma questi ha preferito non presentare ricorso (a differenza che in Italia nell’ordinamento francese, in caso di appello, si rischia anche un aggravamento della pena inflitta in primo grado).
La madre di Franceschi, Cira Antignano, si è detta amareggiata per il fatto che non fossero presenti rappresentanti dell'amministrazione comunale. «Mi avevano garantito la loro presenza gli assessori Puccetti e Mei ma il giorno prima dell’udienza mi hanno comunicato che non sarebbero più venute», ha spiegato la madre di Daniele.
C'erano, invece, alcuni rappresentanti dei familiari delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio: le associazioni '29 giugno' e 'Il Mondo che vorrei'.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
