Il Tirreno

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viareggio

"Così ho sventato il colpo alla mia tabaccheria"

di Donatella Francesconi
"Così ho sventato il colpo alla mia tabaccheria"

Parla il tabaccaio della Darsena che ha affrontato il bandito che voleva rapinarlo: «Gli ho lanciato addosso l’appendiabiti»

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VIAREGGIO. Se l’è trovato di fianco all’improvviso, scivolato all’interno del negozio complice l’imbrunire, armato e deciso ad impossessarsi del denaro che il tabaccaio stava contando prima di tirare già la saracinesca del negozio in Darsena, all’inizio di viale dei Tigli, ed andarsene a casa. Il ragazzo, casco e calzamaglia indossati, spinge il commerciante, sempre impugnando l’arma. Ma non ha messo nel conto la reazione: «Mi ha intimato di consegnargli i soldi. Spingeva... Gli ho preso il braccio, ho deviato l’arma da me ed è partito un colpo...», è il racconto del giorno dopo. Per fortuna la pistola è una scacciacani: fiammata e botto, ma nulla di più. Il corpo a corpo, però, continua. Il rapinatore è spaventato dalla reazione inattesa, ma non ha intenzione di lasciare la tabaccheria senza mettere a segno il colpo che gli farà “svoltare” il fine settimana.

Neppure il tabaccaio, però, molla: «Ho afferrato l’attaccapanni - ricorda al telefono con il “Tirreno” - e gliel’ho lanciato addosso». L’idea è quella di spingere fuori il rapinatore, convincendolo che è decisamente meglio lasciar perdere. L’appendiabiti si rompe ed il malvivente non si è ancora deciso a filarsela: «Con il pezzo di legno che mi era rimasto in mano gli sono andato addosso», continua il negoziante ben deciso a difendere l’incasso. A quel punto il rapinatore capisce finalmente che il colpo sperato sfuma definitivamente e che in serbo ci sono un bel po’ di randellate.

«Fuori dalla porta c’era un complice in motorino», ricostruisce la vittima della rapina, «con il casco indossato». Casco che, invece, il giovane entrato nel negozio ha perso nella colluttazione ed ora è nelle mani del personale del commissariato di Viareggio che procede con le indagini sul caso.

«Non parlate di coraggio - sono le parole del tabaccaio -: è questione di momenti, attimi... A pensarci dopo che è successo, magari uno anche si pente...Di sicuro io non avevo paura di una rapina: altrimenti non avrei scelto di aprire una tabaccheria». La stessa che da un anno gestisce sua moglie, alla quale lui dà una mano.

Poi c’è anche un momento per sorridere, pur nello spavento inevitabile: «Dovreste vedere il video, per capire come è andata davvero quando gli ho lanciato addosso l’attaccapanni...». Video che ora sarà esaminato dagli inquirenti per arrivare a stringere i panni addosso ai due rapinatori. I quali, a detta del tabaccaio, «non sembravano gente esperta del “mestiere”». Quello che è entrato, armato, era sicuramente italiano: «Aveva un accento meridionale», ricorda la vittima dell’aggressione a mano armata: «È comunque riuscito a portare via un po’ di denaro e ancora non riesco davvero a capire come abbia fatto in mezzo al parapiglia che si è creato in negozio nella colluttazione...».

Poche sera prima, a Stiava, un uomo armato di pistola aveva messo a segno un colpo alla farmacia “Signorini” riuscendo a portare via, poco prima della chiusura e minacciando titolare e consorte, seicento euro.

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