Il presidio
E l’ex ministro Pietro Lunardi mobilita hotel e bagni
FORTE. Il presupposto è che la natura non conosce confini e se Carrara amplia il porto gli effetti si faranno sentire non solo in terra apuana, ma pure in Versilia. Ed è su quegli effetti che sabato...
FORTE. Il presupposto è che la natura non conosce confini e se Carrara amplia il porto gli effetti si faranno sentire non solo in terra apuana, ma pure in Versilia. Ed è su quegli effetti che sabato pomeriggio si sono confrontati operatori turistici, ambientalisti ed esperti in infrastrutture, in un incontro promosso dai Paladini Apuoversiliesi. All’hotel President di Forte si sono dati appuntamento campeggiatori, balneari del Consorzio Riviera Apuana e Toscana, avvocati. Le sintesi dell’incontro è nelle parole del professor Pietro Lunardi, ex ministro dei trasporti e delle infrastrutture: « Qualunque opera a mare - ha tuonato - è un delitto, perché oggi non c’è nessuno studio comprensoriale». Illustrati alla platea i due progetti di Waterfront e ampliamento del porto, è stata Orietta Colacicco, presidente dell’associazione, a porre i primi interrogativi centrando l’attenzione sui due pennelli, quello di 150 metri del Waterfront e quello di 850 metri previsto dal progetto di ampliamento. Quei pennelli, secondo i Paladini, «potrebbe moltiplicare in maniera esponenziale l’erosione». Anche le associazioni carraresi, Amare Marina in prima fila, hanno partecipato: hanno confermato grande preoccupazione sul rischio esondazioni sul Carrione. I balneari hanno sottolineato «l’illogicità delle opere di rinascimento sulla costa apuana, in vista dei pericoli erosivi in campo», ribadendo che negli anni sono stati sostenute spese importanti proprio per rallentare la corsa dell’erosione. Paolo Corchia, presidente di Federalberghi, è andato oltre quantificando in 2 miliardi l’eventuale danno. Secondo il professor Lunardi - per tornare agli argomenti tecnici - il Waterfront è il primo passo verso l’ampliamento del porto e le opere a mare lì previste non dovrebbero essere eseguite». Quindi alla domanda di Umberto Donati, vicepresidente dei Paladini sul da farsi,
Lunardi ha affermato che «è necessario uno studio, da realizzarsi attraverso un modello a fondo mobile da Bocca di Magra sino a Viareggio e oltre».
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