Il Tirreno

Versilia

Caso Iacconi, va in Emilia il giovane sotto processo

di Matteo Tuccini
Caso Iacconi, va in Emilia il giovane sotto processo

Trasferito in una comunità di Parma dove inizierà un nuovo percorso di recupero I suoi legali ribadiscono: «Nessuna agevolazione per lui, resta sotto custodia»

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VIAREGGIO. Sarà trasferito in Emilia il diciottenne finito a processo - di cui omettiamo il nome perché all’epoca dei fatti era minorenne - per il pestaggio di Manuele Iacconi, morto a 34 anni dopo l’aggressione della notte di Halloween. Il ragazzo, che ora di trova in una comunità di recupero nelle Marche, andrà a Parma in un centro specializzato. Dove inizierà un nuovo percorso di riabilitazione. Ma con le stesse restrizioni, assicurano i suoi legali Giacomo Ciardelli e Valentina Tognocchi, a cui è sottoposto nel centro che sta per lasciare. In pratica, l’imputato non sarà libero: potrà uscire soltanto sotto custodia.

Il trasferimento. Per quanto riguarda le motivazioni di questo trasferimento, gli avvocati del ragazzo si limitano ad affermare che «c’è l’esigenza di un nuovo percorso». Ribadendo comunque che quello fatto finora nelle Marche è stato positivo. L’esito del lavoro svolto dal giovane con gli operatori del centro marchigiano è stato raccontato nell’udienza che si è svolta lunedì scorso nel tribunale dei minori a Firenze: di fronte al giudice sono stati ascoltati i risultati e le relazioni degli assistenti sociali. Alla fine, però, il giudice ha respinto la richiesta di “messa alla prova” dell’imputato: una forma di sospensione del processo che avrebbe portato il giovane ad evitare il giudizio - e quindi il carcere - in caso di esito positivo di questo percorso di prova. La richiesta, hanno spiegato gli avvocati Ciardelli e Tognocchi, verrà ripresentata nella prossima udienza del 5 ottobre. Quando il giudice, con ogni probabilità, emetterà la sentenza.

Le nuove accuse. Il caso di Manuele Iacconi, massacrato a colpi di casco nella notte del 31 ottobre in via Coppino, sta arrivando a conclusione dopo mesi di indagini e colpi di scena. L’ultimo dei quali è accaduto proprio nell’udienza di pochi giorni fa a Firenze. Il giovane ora a processo era finito sotto inchiesta, e poi arrestato, dopo essersi presentato spontaneamente in commissariato a Viareggio pochi giorni dopo l’aggressione: lì, di fronte ai poliziotti, si era autoaccusato del pestaggio omicida a colpi di casco. Affermando di aver fatto tutto da solo. Nell’udienza nel tribunale dei minori, invece, ha coinvolto nella vicenda anche gli altri giovani sotto accusa: un minorenne e due maggiorenni, Alessio Fialdini, 19 anni, e Federico Bianchi, 20. L’avvocato Ciardelli, a questo proposito, precisa: «Nel racconto del mio assistito non si parla di un assalto collettivo alle due vittime (Manuele Iacconi e l’amico Matteo Lasurdi, ndr), ma di condotte distaccate l’una dall’altra. Ognuno dei protagonisti ha agito singolarmente in quella notte, senza accordi precedenti tra loro».

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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