Italia
Per piscina e Palazzetto dello sport il futuro è appeso ad un filo
VIAREGGIO. Il consiglio comunale dia «preciso e specifico indirizzo alla Giunta» affinché «revochi l’affidamento della gestione degli impianti sportivi» alla Viareggio Patrimonio. E dia incarico al...
VIAREGGIO. Il consiglio comunale dia «preciso e specifico indirizzo alla Giunta» affinché «revochi l’affidamento della gestione degli impianti sportivi» alla Viareggio Patrimonio. E dia incarico al dirigente dell’area ragioneria e governance delle partecipate (che da ieri sarà assente per trenta giorni) «dell’adozione di tutti gli atti connessi e necessari, alla luce di quanto relazionato dal liquidatore della Viareggio Patrimonio».
Il nodo degli impianti sportivi viene al pettine nel consiglio comunale di lunedì prossimo. Ma non c’è balsamo che tenga rispetto al groviglio di questioni normative. A cominciare dal fatto che non tutti gli impianti della città sono stati passati alla Patrimonio, dalle amministrazioni precedenti, con le stesse condizioni. Piscina comunale, Palasport, Centro sportivo Marco Polo e Campo scuola Del Chiaro non sono più proprietà del Comune, ma fanno parte dei beni della Viareggio Patrimonio come da delibera del consiglio comunale numero 40 del 28 giugno 2008. Gli altri, invece, sono stati dati (uso gratuito) alla Viareggio Patrimonio (deliberazione di Giunta 399/2006): stadio dei Pini, stadio Ferracci, Centro sportivo Vasco Zappelli, palestra Dorando Petri, Centro sportivo ex Campo d’aviazione, campo sportivo Migliarina, Bocciodromo Migliarina.
Per quelli di proprietà della società in house l’indirizzo del liquidatore della Viareggio Patrimonio è riportato nella delibera che andrà al voto del consiglio comunale: «Gli impianti sportivi potrebbero essere trasferiti al Comune con accollo dei debiti per i mutui e del prestito obbligazionario per la parte afferente gli investimenti finanziati». Lo strumento proposto da Marchi è quello del «contratto di comodato gratuito che consenta il trasferimento del godimento dei beni a favore dell’Ente». Uno passaggio che non convince i revisori dei conti della Viareggio Patrimonio. I quali avvertono: «Le soluzioni prospettate nella relazione del dottor Marchi, relative alla gestione futura dei singoli servizi, si riferiscono ad uno stato di gestione “ordinaria” della società. Tali soluzioni potrebbero rischiare di risultare lesive dell’interesse dei creditori sociali qualora si passasse da una ipotesi di risanamento ad una situazione fallimentare». Scenario non irreale avendo la Viareggio Patrimonio chiesto al Tribunale di Lucca l’auto fallimento.
Il rebus bene pubblico. Il passaggio dei beni è possibile - ricorda Marchi - «nell’ipotesi in cui gli impianti sportivi rientrassero nel patrimonio indisponibile». Ed allora, ecco cosa scrive Stefano Venturi, professore dell’università di Verona che è stato sostituto Procuratore federale presso la Procura federale di Trento, poi presidente della Corte appello federale, oltre che segretario generale di Comuni: «I beni del patrimonio indisponibile non sono espressamente individuati in un elenco dalla norma di legge, in quanto il legislatore ha chiarito che affinché un bene sia allocabile al patrimonio indisponibile sono necessari due elementi costitutivi: un elemento soggettivo ed un elemento oggettivo. L'elemento soggettivo è dato dalla titolarità giuridica del bene al Comune». Ovvero, «il Comune deve essere proprietario del bene». Cosa che nel caso di Palasport, piscina, centro sportivo Marco Polo e campo scuola Del Chiaro non è. Certo, il requisito oggettivo è presente, perché gli impianti sono destinati a pubblico servizio. Ed è su questo solo requisito che si articola l’intero parere dell’avvocato Giovanni Iacomini, consulente del liquidatore Marchi, il cui parere è parte integrante della delibera proposta al consiglio comunale. «L’elaborazione giurisprudenziale - scriva l’avvocato lucchese - ritiene prevalente - ai fini dell’attribuzione dello status di bene indisponibile - l’uso del ben stesso che deve essere destinato al pubblico servizio». A supporto Iacomini cita la recentissima sentenza delle Sezioni unite della Cassazione civile (7959/2015) secondo la quale «gli impianti sportivi di proprietà comunale appartengono al patrimonio indisponibile del Comune». E quelli che non sono di proprietà comunale, come nel caso dei quattro che oggi sono un bene della Viareggio Patrimonio? Iacomini su questo terreno non si addentra. Ma qui sta il cuore del problema. Perché se i quattro impianti fossero del Comune non saremmo tutti in apprensione per la loro sorte dato il probabile fallimento della società che ne è proprietaria.
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