Il Tirreno

Versilia

Morì a nove mesi: non fu colpa dei medici

Donatella Francesconi
I genitori di Ester Teli
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I genitori di Ester Teli

Viareggio: il Tribunale ha archiviato il caso della piccola Ester Teli. Nel trasporto dal Versilia all’Opa l’ambulanza si guastò

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VIAREGGIO. Non c'è necessità di ulteriori indagini sulla morte della piccola Ester Teli, nove mesi appena quando è morta dopo il trasporto dall'ospedale Versilia all'Opa di Massa per i gravi problemi cardiaci accusati fin dalla nascita. Così ha deciso il giudice per indagini preliminari del Tribunale di Lucca, Giuseppe Pezzuti, accogliendo la richiesta di archiviazione del pm Fabio Origlio per i medici Rosa Teresa Scaramuzzo, Raffaele D'Alessandro, Luca Luporini e per il responsabile della Croce Verde, Luca Farnesi.

La notte del 22 ottobre 2013, l'ambulanza della Croce Verde di Lido che trasporta la bambina dall'ospedale Versilia all'Opa ha un guasto: a causa della rottura della turbina inizia ad uscire fumo che invade anche l'abitacolo. La bimba - tenuta all'interno della culla del mezzo di soccorso - e in sei minuti arriva una seconda ambulanza dalla vicina Croce Bianca di Querceta. Dopo due minuti necessari per il trasferimento della bimba a bordo del nuovo mezzo di soccorso, Ester riparte per Massa. Dopo sette minuti (tempi ricostruiti ufficialmente dalla Centrale del 118) la seconda ambulanza raggiunge Massa.

«Nel trasferimento - spiegherà l'Asl Versilia - la bambina si aggrava tanto da intubarla». Alle 7 del 23 ottobre Ester spira all'Opa. La famiglia, assistita dall'avvocato Fabrizio Miracolo, accusa: «Avevo detto di portare subito mia figlia all'Opa, ma non mi hanno voluto ascoltare», così le parole del padre Gentian, di nazionalità albanese, da molti anni a Viareggio. Ad occuparsi del caso la Procura di Massa (pm Vito Bertoni) e furono sette gli avvisi di garanzia.

Nel marzo del 2014 le risultanze dei consulenti tecnici della Procura di Massa, Vincenzo Nardini (Azienda ospedaliera-universitaria di Pisa) ed Enrico Chiappa (Azienda ospedaliero-Universitaria Meyer Firenze): «Non sono stati evidenziati comportamenti di colpa grave o di colpa lieve da parte dei sanitari che hanno preso in cura la piccola Ester Teli, né profili di negligenza, imprudenza o imperizia nella condotta degli operatori dell 118 e del personale delle ambulanze».

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Parole sulle quali si basa la richiesta di archiviazione del pm della Procura di Lucca, nelle cui mani è poi finita la vicenda: «Nessuna delle ipotesi investigative - scrive Origlio - ha trovato conforto. E quanto ai sanitari, i consulenti medici non hanno evidenziato alcun profilo di colpa medica».

In particolare - scrive ancora il sostituto procuratore i medici Scaramuzzo, Luporini e D’Alessandro «hanno prestato tempestivo soccorso e rianimato la piccola, sottoponendola ad ossigenoterapia e somministrazione di farmaci», oltre che contattando «i sanitari di Massa che già avevano in cura la piccola per consulto» e «concordando il trasferimento». Infine, «hanno organizzato ed eseguito il trasferimento con mezzo idoneo, sempre provvedendo ad assisterla adeguatamente. Smentendo su tale punto i dubbi espressi dal padre nella prima denunzia».

Il guasto all’ambulanza sul quale si è indagato, inoltre, «deve essere considerato uno sfortunato evento accidentale non prevedibile ed evitabile». E quanto alla culla termica - conclude il pm - «la stessa effettivamente al momento dell’accertamento del consulente tecnico si trovava in modesto stato di manutenzione». Ma i medici «ne verificarono personalmente il funzionamento». Per cui «si ritiene che la causa della morte sia stata sola la gravissima malattia della quale era affetta. E che nessun contributo causale all’evento sia stato apportato da condotte colpose ascrivibili a terzi».

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