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Un film tutto versiliese a Venezia

Un film tutto versiliese a Venezia

FORTE DEI MARMI. Una grande storia alle spalle e radici tutte fortemarmine per regia e sceneggiatura per il film “La linea del Pasubio" del regista fortemarmino Matteo Raffaelli che sarà presentato...

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FORTE DEI MARMI. Una grande storia alle spalle e radici tutte fortemarmine per regia e sceneggiatura per il film “La linea del Pasubio" del regista fortemarmino Matteo Raffaelli che sarà presentato stasera alle 19 all'Excelsior di Venezia, nello spazio che la Regione Veneto usa durante il Festival del Cinema per promuovere i progetti che ha finanziato. Mentre le sale della laguna sono piene dei film della 72ª Mostra del Cinema, quello dell’Excelsior è un palcoscenico importante per quest’opera che vede tra i produttori anche lo scultore Marco Nereo Rotelli, presenza di adozione in Versilia da tanti anni.

Il film di Raffaelli non verrà però proiettato, se si eccettua un promo realizzato per l’occasione, perché è già stato iscritto a molti festival per inediti. "La linea del Pasubio" è l’omaggio di un regista come Raffaelli al Centenario della Prima Guerra Mondiale. Il film – scritto con altri due versiliesi come Michele Pellegrini e Jacopo Cannas - non è una ricostruzione storica tout court delle vicende della Grande Guerra sul monte Pasubio, ma è piuttosto il racconto dei luoghi simbolo di una delle più aspre battaglie del fronte tridentino. Nella narrazione trovano così spazio anche le opere di Marco Nereo Rotelli e le letture di Peppe Servillo, che ripercorrendo la strada delle 52 gallerie di questa montagna che segnava il confine tra Trentino e Austria-Ungheria, dà voce ai pensieri dei soldati che dal fronte scrivevano a casa. Paura, speranza, disperazione, rabbia. Così sul volto del grande attore napoletano scorrono le emozioni che provarono gli uomini che vissero l'esperienza brutale della guerra di trincea, del combattimento corpo a corpo, della guerra di posizione. La linea del Pasubio era l'antico confine tra l'Italia e l'Austria, ma era anche la linea delle trincee dei due eserciti, la linea di tiro delle artiglierie e la linea del combattimento.

«Oggi, - spiega Raffaelli - invece la linea del Pasubio è quel complesso e straordinario museo diffuso tra le montagne fatto di molti chilometri di gallerie e reperti bellici che si sviluppa tra questi luoghi straordinari. Il film non è solo l'espressione di una ricorrenza ma vuole essere il segno, la scia di luce, la speranza, che non tutto fu perduto in quei giorni di battaglia. Al film hanno collaborato anche Roberto Procaccini per le musiche originali, Mauro Passarin e Giuseppe Magrin come consulenti storico-scientifici, l’operatore Marco Petrucci e Domenico Zazzara per il montaggio. Raffaelli nasce dal laboratorio della Fandango ed è autore di tanti film e documentari tra cui il film tv “Memorie di Adriano, la voce dell’imperatore” prodotto da Raitre con Giorgio Albertazzi, e di “A quattro mani” su Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli, suo anche soggetto del film “Faccio un salto all’Avana” con Enrico Brignano e Francesco Pannofino.

Franco A. Calotti

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