Il presidio
Partecipa a una gara sportiva mentre è in congedo per malattia
Seravezza: poliziotto presenta ricorso contro la sanzione comminata dall’amministrazione ma il Consiglio di Stato lo respinge: "È venuto meno al dovere di lealtà e corretto comportamento"
SERAVEZZA. Mentre era in congedo dal lavoro per malattia era andato a disputare una gara, in qualità di guida di un atleta disabile, ai campionati nazionali paraolimpici. Per questo Marco Del Medico, poliziotto di Seravezza in servizio a Massa Carrara, era incappato in una sanzione e in un procedimento penale. Da quest’ultimo è uscito prosciolto, ma la sanzione disciplinare - una pena pecuniaria poi trasformata in un richiamo scritto - non l’ha evitata. L'ha contestata formalmente ma il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso.
È questo l'ultimo atto della vicenda che prende le mosse nel maggio 2009, quando Del Medico, assistente capo in servizio presso la sezione apuana della Polizia e delle Comunicazioni, chiede di potersi assentare dal lavoro dal 18 giugno per prendere parte, come aiutante di un non vedente, ai campionati italiani paraolimpici di atletica a Napoli.
Il 17 giugno il congedo l’ottiene presentando un certificato medico di 5 giorni. Prognosi: contusione al piede destro. A certificarla il pronto soccorso dell’ospedale di Massa. Compilando il modulo di assenza dal servizio, il poliziotto indica quale luogo di permanenza durante la malattia la propria residenza.
Al rientro in servizio, il 23 giugno, riferisce di aver partecipato, gareggiando, ai campionati nazionali paraolimpici a Napoli, circostanza confermata, su richiesta del compartimento di Polizia, dal Comitato italiano paraolimpico. Da qui il procedimento penale (per falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici) chiuso il 27 luglio 2013 con la sentenza del gip del tribunale che ha dichiarato il non luogo a procedere perché - come si legge nella ricostruzione della vicenda fatta dal Consiglio di Stato - «l’atto in questione (la dichiarazione) non è né un atto pubblico né un certificato amministrativo bensì un atto compiuto nell’ambito del rapporto di lavoro e che in tale ambito esaurisce i suoi effetti giuridici in tale ambito».
La sanzione disciplinare invece ha fatto il suo corso. Il dirigente del compartimento della Polizia postale e delle comunicazioni di Firenze il 5 novembre 2013 gli ha inflitto una pena pecuniaria pari a un trentesimo di una mensilità dello stipendio e degli altri assegni a carattere fisso e continuativo. Contro tale provvedimento Del Medico presenta ricorso parzialmente accolto dal dirigente del compartimento della Polizia postale e delle comunicazioni per la Toscana, che trasforma la sanzione in un richiamo scritto. Contro questo provvedimento l'ulteriore ricorso bocciato dal Consiglio di Stato.
«La prima sezione del Consiglio di Stato - si legge nella sentenza - ritiene infondate le censure dedotte dal ricorrente, dato che egli, avendo attestato falsamente di trascorrere il periodo di malattia presso la propria abitazione ed essendosi recato invece a partecipare ai campionati nazionali paraolimpici di atletica leggera in Napoli, è venuto meno al dovere di lealtà e corretto comportamento nei confronti dell'Amministrazione d'appartenenza. Il provvedimento adottato è congruo e immune da vizi d'illogicità e contraddittorietà, dato che l'attenta valutazione di tutte le circostanze - in particolare l'assenza di procedimenti disciplinari e il fatto che l'infrazione commessa non ha provocato gravi conseguenze al servizio - ha consentito di derubricare - con ciò accogliendo puntuale istanza del dipendente formulata col ricorso gerarchico - la sanzione originariamente contestata, irrogando il richiamo scritto».
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