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Sos dal cimitero: serve un forno crematorio

Sos dal cimitero: serve un forno crematorio

PIETRASANTA. «Nei cimiteri di Pietrasanta e Forte dei Marmi non ci sono celle frigorifere per i defunti in attesa di tumulazione. Solo quando perdi una persona cara ti accorgi quanto sia straziante...

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PIETRASANTA. «Nei cimiteri di Pietrasanta e Forte dei Marmi non ci sono celle frigorifere per i defunti in attesa di tumulazione. Solo quando perdi una persona cara ti accorgi quanto sia straziante questa carenza e l’attesa che tutto si completi». Sono parole intrise di dolore e amarezza quelle di Mariarosa Buratti che ad di agosto, nel dare l’ultimo abbraccio alla madre, ha toccato con mano una problematica «che riguarda purtroppo molte persone. La problematica si innesca per chi decide di ricorrere alla cremazione per il congiunto e di conseguenza la tempistica si allunga. In Versilia - spiega Mariarosa – non c’è alcun impianto di cremazione. Il più vicino, con lunghe file di attesa, è a Pisa. Mia mamma è morta l’8 agosto, al San Camillo a Forte: il feretro, grazie alla disponibilità della casa di cura, è stato inizialmente ospitato nella cappellina dell’ospedale, anche perché a Forte non c’era disponibilità. Dopo il funerale abbiamo trasportato la bara della mamma al cimitero di Pietrasanta in attesa della cremazione programmata per il 18 agosto a Pisa. Ed è qui che sono cominciati i problemi».

«Il feretro è stato messo in una stanzetta – continua Buratti - esposta al sole, senza un minimo di ventilazione o un’impiantistica adeguata. Mi dicono che le norme della polizia mortuaria impongano la presenza di celle frigorifere: se così è, qualcuno ci dica il motivo per cui non sono state ancora previste. Uno spazio, ad ogni modo, quello dove vengono posizionate le bare a Pietrasanta, assolutamente inadatto, in particolare quando fa caldo, ad accogliere defunti in attesa di tumulazione. Mia mamma, in quella sede, doveva restarci più di una settimana: dopo un giorno, senza voler entrare nei dettagli perché sono motivo di ulteriore dolore personale, il contesto ambientale mi ha obbligato a trovare un’altra soluzione che è stata quella di rivolgermi a un tempio crematorio a Valenza, in provincia di Alessandria. Togliere la mamma da quella stanzetta del cimitero di Pietrasanta è stata una liberazione. E grazie alla collaborazione della Misericordia, nei due giorni successivi era stata già cremata».

Ed è proprio dopo questa esperienza personale che Mariarosa Buratti lancia la sua proposta. «Perché non realizzare un impianto di cremazione in Versilia? Perché non prendere in considerazione un servizio a cui sempre più persone accedono per l’ultimo saluto al proprio caro? E’ una questione di volontà, basta sedersi intorno ad un tavolo e confrontarsi. Sono queste le problematiche reali che toccano tantissimo i cittadini. E che devono avere una risposta da parte delle istituzioni».

Ampia disponibilità, su questo fronte, arriva dalla Misericordia di Pietrasanta pronta ad avviare un percorso con i Comuni in un ottica di impiantistica comprensoriale. La parola, adesso, passa alle amministrazioni, in particolare quella di Pietrasanta.(l.b.)

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