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Salta il via libera agli sconti in bolletta per i disservizi
L’assemblea dell’Ait non discute le proposte di Camaiore avanzate anche sul tema dello stop ai distacchi per morosità
VIAREGGIO. Se dai rubinetti arriva acqua marrone, come spesso e volentieri accade ad alcune utenze di Massarosa e frazioni, o peggio se con la brocca dell’acqua in tavola arriva qualche metallo pesante come purtroppo accaduto a Pietrasanta con la vicenda tallio, i cittadini non potranno automaticamente accedere ad agevolazioni e sconti in bolletta, fino - nei casi più gravi - all’azzeramento della cifra dovuta al gestore. Almeno per ora.
Come pure le famiglie effettivamente in difficoltà economica che non riescono a pagare le fatture di Gaia potranno evitare la sospensione dell’erogazione dell’acqua perché, per il momento, nessuna norma, pur annunciata, è stata prevista sul tema del “minimo vitale”.
È infatti stata rinviata a data da destinarsi l’approvazione dell’ordine del giorno - un documento di indirizzo politico ma sicuramente il primo passo importante su temi cari ai cittadini - presentato dal Comune di Camaiore che avrebbe consentito l’avvio di un percorso “virtuoso” da parte di Gaia «sul piano della giustizia sociale» come lo definisce l’assessore camaiorese Simone Leo.
Camaiore, che sul tema aveva trovato nelle scorse settimane piena intesa con Pietrasanta e Massarosa, aveva predisposto l’ordine del giorno firmato anche dai rappresentanti di Massa e Carrara. «Ma il presidente dell’assemblea dell’Ait - spiega Leo - ha ritenuto che l’ordine del giorno dovesse prima passare dalla Conferenza territoriale. Procedura, questa, valida per gli atti amministrativi ma non per quelli di indirizzo politico».
Peraltro, visti i contenuti del Piano economico e finanziario di Gaia che annuncia costanti e significativi aumenti per i prossimi anni, per Leo «sarebbe stato un segnale importante introdurre la possibilità di agevolazioni e aiuti nei confronti dei cittadini che non usufruiscono di un servizio qualitativamente adeguato o che non riescono per certificate situazioni di indigenza a pagare le bollette». Ma così non è stato e anche per questo alla fine Camaiore si è astenuto nel voto sul Pef insieme a Livorno e Viareggio. «L’assemblea ha adottato un inutile formalismo - continua l’assessore - è a mio avviso un errore non aver avuto il coraggio di dire: aumentiamo le tariffe ma introduciamo anche garanzie per i cittadini e elementi di giustizia sociale». Leo cita ad esempio il caso della collina camaiorese dove questa estate, a causa dell’aumento dei consumi a valle e della siccità non sempre è arrivata l’acqua nelle case. La bolletta, alla fine, la dovranno pagare come tutti gli altri utenti che invece al servizio non hanno mai dovuto rinunciare.
Il mancato voto all’Ait è insomma per Leo un’occasione persa. Peraltro sui temi sollevati da Camaiore lo stesso presidente di Gaia, Nicola Lattanzi, qualche mese fa si era mostrato disponibile alla discussione nonostante le tante difficoltà economiche dell’azienda.
(v.l.)
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