Il Tirreno

Versilia

Rischio privatizzazione per gli impianti sportivi

di Donatella Francesconi
Rischio privatizzazione per gli impianti sportivi

Il caso della piscina: dopo il pignoramento è iniziato il procedimento esecutivo Il fallimento della Viareggio Patrimonio mette a rischio il futuro del Palazzetto

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VIAREGGIO. È iniziato il procedimento esecutivo relativo al pignoramento sulla piscina comunale. Lo annuncia la relazione del liquidatore della Viareggio Patrimonio, Marco Marchi. Relazione destinata al sindaco, che è la traccia delle motivazioni con le quali viene chiesto il fallimento della società in house: «Trattandosi di bene indisponibile - commenta il liquidatore con riferimento alla vicenda della piscina, legata ai decreti ingiunti delle società sportiva "Ninfea" di Torre del Lago - sarebbe stato opportuno impugnare l'azione cautelare promossa dal creditore».

Ma gli impianti sportivi nella proprietà della Patrimonio sono davvero indisponibili? O finiranno, invece, nel calderone dei beni in vendita per far fronte al fallimento? L'amministrazione comunale sta preparando la delibera di riacquisizione dei beni da sottoporre al voto dei consiglieri comunali in tempi brevissimi. Riacquisizione che arriva, ormai, ad annuncio di fallimento formalizzato.

La normativa è chiara: i beni indisponibili non sono espressamente individuati in un elenco dalla norma, e questo perché il legislatore ha chiarito che affinché un bene sia allocabile al patrimonio indisponibile sono necessari due elementi costitutivi: uno oggettivo ed uno oggettivo. Quello oggettivo è dato dalla titolarità giuridica del bene al Comune: ossia il Comune deve essere proprietario del bene (vedi anche sentenza Consiglio di Stato del 16/4/2993, numero 1991). Quello soggettivo è dato dalla destinazione del bene, in quanto il bene deve essere destinato ad un pubblico servizio. Ed è necessario che gli atti che lo riguardano lo certifichino. La necessaria compresenza dei due elementi è sempre stata ribadita anche dalla giurisprudenza in materia. E gli impianti sportivi per i quali il consiglio comunale è chiamato a votare il ritorno al Comune - Centro sportivo Marco Polo, Campo sportivo Migliarina, Palazzetto dello sport, Piscina comunale - non sono più dell'Ente pubblico essendo la proprietà trasferita alla Viareggio Patrimonio con delibera numero 40 del 28 giugno 2006.

Lo stesso liquidatore, nella sua relazione, non è così convinto sulla possibilità che i quattro impianti tornino all'Ente pubblico. Tanto lasciare aperta ogni possibilità: «Gli impianti sportivi, nell'ipotesi in cui rientrassero nel patrimonio indisponibile - scrive Marchi - potrebbero essere trasferiti al Comune con accollo dei debiti per i mutui e del prestito obbligazionario per la parte afferente gli investimenti finanziati». La domanda è inevitabile e c'è una sola risposta: un Comune in dissesto può accollarsi altri debiti?

Debiti di non poco conto. I conti del totale degli impianti passati alla Patrimonio (tutti gli altri sono ancora di proprietà del Comune, solo affidati alla società pubblica) è la seguente: gli impianti sportivi di proprietà sono iscritti in bilancio per un valore storico di 4.806.662,18 ed un fondo ammortamento di 1.448.075,01 per un netto di 3.358.587,17. Risultano debiti verso fornitori al 15 luglio per circa un milione. E sono iscritti debiti per mutui conferiti di 1.388.237,68 euro ed il debito per il prestito obbligazionario riguarda investimenti per 4.660.302,61 euro. Un bel carico, dunque, che il Comune dovrebbe accollarsi nell'era del dissesto.

Inoltre, così si legge nel bilancio 2014 (a firma dell'ex amministratore unico, Gianluca Ruglioni) «a causa della insufficienza di risorse finanziarie la società non ha potuto provvedere al pagamento delle utenze degli impianti sportivi». Se non bastasse, nel corso dei primi mesi del 2015, inoltre, sono arrivati alla Patrimonio «tre decreti ingiuntivi da parte dei gestori del Palasport, palestra Dorando Petri e stadio Ferracci». Quest’ultimo ha portato al pignoramento della piscina comunale che tanto indisponibile non è se siamo arrivati ad un passo dall’esecuzione del provvedimento con relativa chiusura dell’impianto...

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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