Il Tirreno

Versilia

Minacce di morte e offese: il sindaco si rivolge ai carabinieri

Marco Pomella
Il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto
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Il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto

Camaiore: lettere anonime ma anche messaggi sui social con parole pesantissime e intimidazioni anche nei confronti di amici e familiari. Del Dotto: «Mi hanno proposto una scorta, ma ho rifiutato»

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CAMAIORE. Ingiurie, offese, minacce. Rivolte a lui e ai suoi cari. Da non sottovalutare secondo le forze dell’ordine perché semplicemente non derubricabili come scherzi di cattivo gusto. Opera di squilibrati, di avversari politici che sono andati ben oltre il consentito? Difficile dirlo. Ma ci sono i messaggi, ci sono le lettere: inequivocabili e con riferimenti a scelte politiche.

Per il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto, gli ultimi diciotto mesi sono da dimenticare. Non certo sul piano politico: l’azione amministrativa ha avuto il suo regolare percorso. Ma sul piano personale il primo cittadino ha subito anche per le scelte operate in sede amministrativa serie minacce, in un caso di morte. È stato preso di mira con accuse pesanti, offese irripetibili, che hanno minato la sua solidità.

In un anno e mezzo la strada per arrivare da casa sua alla stazione dei carabinieri l’ha quasi consumata.

L’ultimo caso è solo virtuale. È infatti sui social network, e su twitter in particolare, che il primo cittadino camaiorese è stato oggetto di feroce critica. Le parole apparse sotto il suo ultimo post, venerdì scorso, sono per gran parte irripetibili. Si parla di incapacità del sindaco, del suo presunto immobilismo, ma poi i commenti vanno ben oltre e si lasciano andare all’ingiuria pesante. Commenti che al primo cittadino non sono affatto passati inosservati. «A differenza di molti politici – dice – il mio profilo twitter è gestito direttamente da me. Venerdì sera sono rimasto sconcertato dall’acredine e dalla parole pesanti che mi sono state rivolte. Ho fatto gli screen dei commenti apparsi, con relativi nomi: li porterò dai carabinieri per sporgere denuncia».

Purtroppo però per il sindaco Del Dotto la cosa non è affatto nuova. Quanto successo un anno e mezzo fa infatti è stato, per ovvi motivi, tenuto a tacere, ma è un dato di fatto che è stata protocollata una lettera in Municipio, scritta a mano, non firmata. All'interno chiare minacce di morte rivolte al sindaco, ai suoi familiari e ai suoi amici più cari. Nella lettera si specificava anche il perché il sindaco avrebbe dovuto temere per la sua vita: la decisione di dare il via libera alla sosta a pagamento all'interno dell’ospedale del parcheggio dell’ospedale di Lido di Camaiore. «La lettera fu immediatamente consegnata ai carabinieri – conferma al Tirreno il sindaco – e da loro alla Digos. Mi proposero una scorta, ma mi opposi fermamente. Da quel che so le indagini non hanno portato all'individuazione dell’autore. Ma da allora, per fortuna, non ho più ricevuto minacce di morte».

Il clima attorno al sindaco però non è certo migliorato. La scorsa settimana i tweet diffamatori e offensivi. Ma 15 giorni prima (a metà agosto circa) un altro fatto che, in qualche modo, può essere associato a questo clima diffamatorio e teso attorno al primo cittadino. È infatti arrivata ad almeno tre capigruppo di opposizione in consiglio comunale un’altra lettera, questa volta scritta a macchina e firmata “un nutrito gruppo di fidati e tenaci elettori di centrodestra”. All’interno una serie di richiami ad articoli di giornale degli ultimi anni per dimostrare la tesi che il “sindaco pavone” (come viene definito) sia troppo autoritario e decisionista. La lettera, condita con pensati appellativi rivolti a Del Dotto, molti simili a quelli usati di recente su twitter, fa appello alla minoranza consigliare per richiamarla alla lotta contro le scelte del sindaco per contrastarne la sua logica politica.Al centro dell’interesse di chi scrive, pare di capire, la questione project relativa ai parcheggi e al pontile e al settore lavori pubblici. Nessuno di quelli che aveva ricevuto la lettera ne ha fatto uso “politico”, per così dire (c'è chi la messa da parte senza dargli peso, chi l'ha consegnata addirittura al sindaco commentando “posso combatterlo sul piano politico, ma a certe porcherie sul piano personale non scendo”). Chi invece l'ha presa e spiattellata sulla sua bacheca facebook è Giampaolo Bertola, l'ex sindaco, e dopo di lui anche l'ex consigliere An Fabrizio Pellegrini.

«Io la lettera l'ho letta di sfuggita e non credo meriti alcun commento, se non che chi fa questi gesti è persona evidentemente frustrata e che non sa scindere il piano politico da quello personale di un individuo – si limita a dire il sindaco Del Dotto – ma di sicuro chi l'ha condivisa e diffusa (dice riferendosi all'ex primo cittadino, si commenta da solo».

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