Il Tirreno

Versilia

Il dilemma di Forte: come continuare la pista di Seravezza

FORTE DEI MARMI. «Forte dei Marmi: una spiaggia, due ruote», era un vecchio slogan che il Forte aveva lanciato più di trent’anni fa, e che è di grande attualità ora che i rumori e gli umori da...

3 MINUTI DI LETTURA





FORTE DEI MARMI. «Forte dei Marmi: una spiaggia, due ruote», era un vecchio slogan che il Forte aveva lanciato più di trent’anni fa, e che è di grande attualità ora che i rumori e gli umori da circolazione automobilistica amareggiano in tanti. Salutare, in quest’ottica, il gran parlare delle ciclopiste, sia quelle che si debbono intersercare a lungo raggio e che nelle aspettative della Regione devono realizzare un circuito turistico virtuoso e in bicicletta, così come quelle locali, come quella realizzata, appunto, di recente dal Comune di Seravezza per completare il percorso tra Querceta e il confine con Forte. Ciclopista che ha avuto accoglienze non sempre unanimi. Aldilà di ciò, è però un fatto che chi adesso percorra da Querceta la ciclopista seravezzina fino al Forte, magari con l’obiettivo di andare in spiaggia o al mercato, finirà per doversi gettare nella mischia costituita dalla trafficatissima via di Scorrimento.

Il ciclista, infatti, o percorrerà la stessa via Vico fino a via Michelangelo, affrontando il rischio della rotonda che è al debutto di questa strada sul territorio fortemarmino, o si dovrà armare di occhi e reazioni rapide per affrontare la strettissima via Provinciale che porta in piazza Garibaldi. Nel primo caso, il ciclista potrà sperare – almeno fino a settembre - di imboccare la pista ciclabile disegnata sull’asfalto lungo il viale Michelangelo, anche se (e non vorremmo sbagliarci) quella pista dovrebbe avere una sola direzione di percorrenza da mare a monti. Oppure nel caso della Provinciale bisognerà resistere fino al semaforo di via della Barbiera, per imboccare di lì a poco il fosso coperto che funge da ciclopista fino al mercato coperto, e di lì poi andare sulla normale carreggiata con tutti gli altri, fino a destinazione.

«Non abbiamo molta scelta per completare il raccordo ciclabile con l’impianto che da Querceta scende a via Vico – replica l’assessore Alessio Felici - anche se sarebbe importante e auspicabile proseguire questo percorso destinato alle bici verso il viale litoraneo. Purtroppo si tratta in entrambi i casi di eventuali scelte che pongono a loro volta non pochi problemi, ma come Comune dovremo affrontarli se vogliamo incoraggiare l’uso della bici. Per continuare la ciclopista di Querceta lungo la via Provinciale, che dal punto di vista logico ne sarebbe il proseguimento naturale, data la ristrettezza della careggiata – continua Felici - l’unica possibilità sarebbe data dal tombare il fossato lato Massa della strada e abbattere una fila di alberi, fino a giungere all’altezza di via della Barbiera- via Francesco Carrara dove si potrebbe realizzare un ricongiungimento con la nostra pista coperta parallela a via Piave. Altrimenti, l’unica possibilità è quella di realizzare una ciclopista lungo al via di Scorrimento con l’obiettivo di far defluire i ciclisti fino a via Padre Ignazio da Carrara dove c’è già un tratto di pista ciclabile dalla scuola media fino alla Chiesa di San Francesco, o utilizzare le piste di via XX settembre e via Michelangelo per i rispettivi sensi di marcia».

Una scelta, questa che – aggiungiamo noi - vorrebbe dire rendere permanente come quella di via XX Settembre e (sperabilmente meglio realizzata) la pista ciclabile estiva di via Michelangelo, risolvendo anche tutto il carico di polemiche che questo vorrebbe significare. In tutti i casi per rendere omaggio al detto “Forte dei Marmi: una spiaggia, due ruote” l’amministrazione dovrà prendere presto qualche decisione complessa e delicata se non vorrà ignorare ciò che ha fatto l’amministrazione Neri.

Angelo Petri

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani