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Comuni ai ferri corti sul maxi debito rifiuti
I cittadini di Massarosa e Pietrasanta rischiano di dover pagare da soli i costi del contenzioso milionario con Termomeccanica per la costruzione degli impianti
VIAREGGIO. Il buongiorno è arrivato per posta: una lettera-diffida inviata dai Comuni di Massarosa e Pietrasanta alle amministrazioni di Viareggio, Camaiore, Forte dei Marmi e Seravezza che “ricorda” come i costi del maxi debito per la costruzione degli impianti di gestione dei rifiuti - l’inceneritore di Falascaia chiuso da tempo e l’impianto di trasformazione di Pioppogatto - non solo una “grana” solo di pietrasantini e massarosesi. E che a pagare dovranno essere tutti i vesiliesi che quegli impianti hanno utilizzato e utilizzano.
Ma il pro memoria non è stato gradito e ha creato qualche tensione tra primi cittadini tutt’altro che necessaria nella fase finale di una lunghissima trattativa da cui dipende, forse, la tenuta finanziaria delle due amministrazioni di Massarosa e Pietrasanta oltre che la salute dei bilanci familiari di migliaia di famiglie.
Il tema è quello del pagamento delle riserve (tecnicamente costi aggiuntivi) che la società costruttrice degli impianti, Termomeccanica (poi Tev-Veolia), chiede ai due Comuni. Trattative, carte bollate e processi si sono protratte per due decenni circa. Poi le sentenze di primo e secondo grado: i Comuni devono pagare. La cifra, 80 miliardi di vecchie lire, è ridimensionata: Termomeccanica ne vuole 15 milioni di euro. Che in realtà scendono a 13 se Massarosa e Pietrasanta firmano l’accordo di transazione sul quale c’è già l’ok del privato.
Ora il tempo stringe: il 10 settembre la Cassazione si pronuncerà sul contenzioso Comuni-Termomeccanica e a quel punto addio transazione e “sconto” sul debito. Ma la firma non c’è ancora. Perché? Il problema - e la domanda che le diverse amministrazioni pubbliche si rimpallano da 20 anni - è il solito: chi paga?
Per tentare di rispondere, una volta per tutte, a questo quesito nel 2008 era nato il Cav, il Consorzio ambiente Versilia dentro il quale sono finiti i Comuni versiliesi e che oggi è il proprietario degli impianti sui quali è in corso il contenzioso con Termomeccanica. Cav è chiamato a farsi carico anche dei costi delle partite giudiziarie aperte. Ma sulla carta le teste che rischiano di rotolare sono solo quelle di Massarosa e Pietrasanta: è a loro che la società chiede i soldi anche nella definizione dell’accordo di transazione. Nonostante il fatto che gli impianti siano di Cav e vengono utilizzati da tutti i Comuni. Da qui la richiesta, a Cav, di un passo in più: una ratifica formale dell’impegno dell’intera Versilia a pagare il conto di Termomeccanica.
Richiesta, questa, giustificata da perplessità “storiche” sulla legittimità di farsi carico di questa spesa avanzate da Camaiore, con il sindaco Alessandro Del Dotto, e Viareggio, all’epoca dell’amministrazione Betti e del commissario Romeo. Viareggio e Camaiore, insieme, fanno la maggioranza di Cav e quindi Massarosa e Pietrasanta temono di essere lasciate sole. Da qui la richiesta di impegni certi da parte di Cav sui quali Viareggio, alle prese con il dissesto, ufficialmente non si pronuncia. Ma Camaiore sì: «Nessun pregiudizio e nessun favore - dice Del Dotto - Camaiore paga se deve davvero e paga solo quando davvero deve pagare. Non ci tiriamo indietro e ci prenderemo la nostra quota di responsabilità ma nemmeno possiamo regalare soldi pubblici per responsabilità che spesso non ci hanno riguardato (vedi procedimenti espropriativi non fatti, notule astronomiche, risarcimenti o ancora interessi stellari per ritardi non nostri). Salvare la situazione si può, senza per questo fare il gioco del “passare la bomba dei debiti” da un Comune all’altro».
A chiarire i contorni della vicenda è il sindaco di Forte dei Marmi e presidente di Cav, Umberto Buratti, che all’accordo di transazione lavora assiduamente da mesi e è ormai a un passo dalla soluzione. «Cav nasce per farsi carico di problematiche come il contenzioso con Termomeccanica - afferma Buratti - e ha già formalizzato con voto unanime il pagamento dei 5 milioni, anticipati dalla Regione, dei 13 previsti dell’accordo di transazione. Sarà Cav a pagare. Nel frattempo siamo già al lavoro per reperire le risorse restanti con il coinvolgimento delle banche: 8 milioni che troveremo da qui a dicembre 2016 come prevede l’accordo». Insomma Cav c’è, promette Buratti. Ma massarosesi e pietrasantini possono davvero dormire sonni tranquilli?
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